Fassa: «Uniti con la città si vince»
Varese – Il candidato sindaco rompe il silenzio stampa e invita a superare alcune difficoltà tra le forze politiche
«È importante iniziare la campagna elettorale. Dobbiamo lavorare tutti subito per un progetto per Varese. Di fronte alle difficoltà e alle contraddizioni interne al centro destra e alla Lega, i cittadini devono sapere che esistono alternative precise». Raimondo Fassa non demorde dal suo progetto, ma con altrettanto chiarezza affronta i problemi delle divisioni e del rischio che nella città capoluogo il centrosinistra arrivi con due candidati divisi. «Siamo sempre stati convinti, con VareseCittà, i Ds, i Repubblicani europei, i Comunisti italiani e i Radicali, oltre al coordinamento cittadino dell’Ulivo, dell’importanza di costruire un progetto di cui facessero parte anche la Margherita e L’Italia dei valori, oltre che tutte le persone di buona volontà che non si riconoscono per forza in queste forze politiche. Abbiamo insieme sottoscritto un accordo il 21 dicembre. L’apertura c’è sempre stata. Cosa c’è di più unitario di un’unica lista? Ipotesi che ritengo ancora oggi la più utile per la città. A fronte di una Margherita che ne propone una diversa, ma che fa comunque parte del centro sinistra, si rimane aperti a modalità diverse a concretizzazione degli accordi presi»
Significa che accetta l’ipotesi di due liste separate che presentino lei candidato unico?
«Non sta a me accettare questa ipotesi, ma alle forze che mi sostengono. Attendo che venga formalizzata una proposta purché ci sia un chiaro riconoscimento reciproco e si rispettino integralmente gli accordi politici già presi con gli altri con cui nasce la nostra esperienza».
La sua esperienza politica recente l’ha vista a fianco di forze che ora costituiscono la Margherita. Un ricordo preciso è la popolata assemblea di presentazione di Centocittà con Cacciari. Come sono ora i suoi rapporti con loro?
«Ottimi. Ci sentiamo spesso e anche in merito alle vicende varesine sono stato contattato dai massimi vertici nazionali. Volevano capire cosa stesse succedendo. Ne abbiamo parlato con serenità e si sono detti molto favorevoli all’ipotesi da me formulata. Anche per questo non capisco perché su Varese, città per altro su cui si accendono importanti riflettori politici, data la situazione della Lega, ci sono tante difficoltà a chiudere un accordo».
Lei quindi è disponibile ad aprire alla Margherita?
«Ripeto, non c’è da aprire niente perché quella verso la Margherita è una porta mai chiusa. Quindi si può riprendere un cammino insieme purché si faccia presto perché ogni giorno che passa abbiamo meno tempo per spiegare ai cittadini perché è ora di cambiare. Solo un’assoluta chiarezza tra di noi può esser il preludio a un patto con la città destinato a durare per tutta la legislatura».
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