«Fermare la speculazione è possibile, per avviare un piano di rilancio»

Il segretario del Prc sul caso della Multipla, l'azienda di Germignaga

Riceviamo e pubblichiamo

Quale futuro per l’azienda Multipla (ex Steli) , quale futuro per i lavoratori e le lavoratrici che da mesi ormai lottano contro la svendita (prima) ed il successivo smantellamento di una realtà produttiva storica del luinese.

La Federazione provinciale e il circolo "Dell’Acqua" di Rifondazione Comunista intervengono nella controversa vicenda della ex-Steli che rischia, con la sua chiusura, di cancellare dal territorio una storica ed importante realtà produttiva e di lasciare a casa gli oltre cinquanta lavoratori che, nella più totale incertezza, tirano avanti fra cassa integrazione e salari arretrati da percepire.

Quella azienda può e deve tornare ad essere una risorsa per il luinese, dal punto di vista dell’occupazione, quella attuale e quella futura, e dal punto di vista della realtà economica e del tessuto produttivo del nord della provincia di Varese, già profondamente in crisi.

Le ragioni per le quali crediamo che vada fermato lo smantellamento e valutato un piano di rilancio dell’azienda sono le seguenti:

  1. la cessazione dell’attività avverrebbe in un’area della nostra provincia che è a sua volta segnata da una forte crisi dal punto di vista industriale, tanto che si è alla ricerca spasmodica di finanziamenti da destinare al rilancio produttivo dell’intera zona. In tale contesto la chiusura di una azienda come questa risulta essere in totale contraddizione con il tentativo da parte delle istituzioni e delle associazioni di categoria di risollevare le sorti di un intero territorio che rischia sempre più l’abbandono da parte delle imprese;
  2. ha i contorni troppo torbidi il giro di soldi, tanti, su cui si è costruita l’intera operazione di vendita, dismissione e cambio di destinazione dell’area su cui insiste la parte in abbandono dell’azienda, da industriale a residenziale.

    Ma se i contorni sono torbidi il quadro risulta più che mai nitido e drammatico: la società che ha

    rilevato l’attività sta agendo la truffa tipica delle congreghe bancarottiere, con lo scopo preciso

    di portare l’azienda al fallimento, disfandosi via via di tutto ciò che vi sta dentro, lavoratori

    inclusi;

  3. la variante al PRG su quell’area adottata dal Comune il 30 novembre 2000, passaggio che Rifondazione Comunista aveva a suo tempo indicato come prematuro, era stata fatta, favorendo la ex proprietà, sulla base di una convenzione con la quale l’azienda si doveva impegnare a mantenere i livelli occupazionali, a garanzia della non dismissione dell’attività.

Ciò che sta avvenendo nella realtà ha dell’incredibile, è un elogio alla speculazione edilizia e a quella finanziaria, giocata sulla pelle dei lavoratori e sull’ulteriore impoverimento del territorio: ragione per cui non può essere permessa e va fermata.

La società ex-proprietaria dell’attività, insieme all’attuale proprietà, devono assumersi la responsabilità, sulla base di una cessione che si avvia al fallimento, nonché sulla clausola convenzionale venuta meno, di istruire un piano strategico di rilancio attingendo, sulla base di questo e sulle garanzie occupazionali, ai finanziamenti previsti dalla legge, con grossa spinta all’innovazione di prodotto: questo è l’unico modo per garantire alla azienda una dirigenza orientata alla ripresa, questo è l’unico modo per contrastare quella che si sta prefigurando come operazione speculativa giocata sul fallimento, con la quale si è altrimenti conniventi.

C’è, nonostante la grave situazione di disagio, la disponibilità dichiarata dei lavoratori e delle lavoratrici a continuare, con la loro esperienza e formazione accumulata sul campo, nell’attività dell’azienda: essi costituiscono una risorsa imprescindibile per avviare un piano strategico di ripresa.

Occorre altresì ridefinire il rapporto con la società Lungostresa, attuale proprietaria dello stabile su cui vige la variante al PRG, al fine di chiarire se possa avere luogo alcuna Concessione Edilizia in presenza di un disattendimento della convenzione stipulata dalle parti, in merito al mantenimento dei livelli occupazionali.

Rifondazione Comunista si impegna a portare l’attenzione dell’intero panorama istituzionale sugli orientamenti e sugli sviluppi della vicenda, una situazione che offre la reale possibilità di ritornare a giocare una partita di segno diverso per i lavoratori, per il lavoro e per l’economia della nostra provincia.

Il Segretario Provinciale
Giovanni Bonometti

Tutti gli eventi

di maggio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 28 Febbraio 2002
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.