Liceo Cairoli, scoppia la protesta dei genitori

In una lettera rivolta al presidente del Consiglio d'istituto, 60 genitori firmatari si schierano con gli studenti: "Il Consiglio d'istituto non è l'unico depositario della verità"

Scoppia la polemica al liceo classico Cairoli. In un secco botta e risposta tra un nutrito gruppo di genitori e il presidente del Consiglio d’istituto si apre una riflessione da parte degli stessi genitori circa il "malcelato spirito giustizialista" col quale il consiglio d’istituto avrebbe condannato l’occupazione della scuola. 

Di seguito pubblichiamo una copia della lettera che è stata recapitata dai genitori degli studenti  al presidente del Consiglio d’istituto, e per conoscenza al preside, in risposta alla lettera che il dottor Sansonetti, presidente del Consiglio d’istituto del Liceo Classico, ha inviato "all’attenzione dei genitori del Liceo Classico", l’ 8 febbraio scorso. «La lettera- fanno sapere gli interessati – è stata sottoscritta per ora da circa 60 genitori. Altri se ne stanno aggiungendo nonostante le difficoltà logistiche dovute all’attuale chiusura della scuola per Carnevale».

Il testo della lettera

Con la presente Le comunichiamo di avere ricevuto la Sua nota di cui all’oggetto, e ci permettiamo al proposito di comunicarLe quanto segue:
1 Apprendiamo che il Consiglio d’Istituto ha proceduto, con malcelato spirito giustizialista, ad emettere un giudizio di "condanna" (parole Sue) dell’occupazione della scuola, occupazione che, peraltro, ci risulta essere stata votata dalla maggioranza degli studenti

2. Detta maggioranza non ci sembra "risicata" (parole Sue) e comunque, piaccia o no, queste sono le regole della democrazia.

3. Il Consiglio d’Istituto si permette, nell’arrogante supponenza di essere l’unico depositario della Verità, in totale mancanza di dati obiettivi e misurabili ed in totale disprezzo delle più elementari norme di vita democratica, di giudicare "dubbia", "confusa" e "fraudolenta" la sopracitata votazione.

Poiché, inoltre, ci è stata allegata copia della comunicazione inviata dal Consiglio d’Istituto alla Questura di Varese, cogliamo l’occasione per un rapido commento della stessa

1. Poiché la lettera indica chiaramente che "la Questura è già stata…informata dalla Presidenza", ci chiediamo quale sia il valore aggiunto intrinseco della comunicazione stessa: forse il Sig. Preside non è sufficientemente all’altezza di relazionarsi con gli Enti preposti alla tutela dell’ordine pubblico?

2. Ci è giunta comunicazione, certamente tutta da verificare, che non tutti i Componenti del Consiglio d’Istituto siano stati messi a conoscenza della riunione "straordinaria" dello stesso, in tempo utile per potervi partecipare: chiaramente, qualora tale circostanza venisse appurata, saremmo di fronte ad una totale scorrettezza procedurale da parte del Presidente.

3. Non è affatto chiaro quali fattispecie possano essere considerate "ulteriori" reati, non essendo indicato quale circostanza integri il/i primo reato/i ed atteso che la recente giurisprudenza non ritiene reato l’occupazione stessa.

4. A meno di recenti sconvolgimenti istituzionali, ci sembra di ricordare che l’accertamento e la persecuzione dei "responsabili" di fatti costituenti illeciti penali sia di squisita competenza della Magistratura, e non del Consiglio d’Istituto.

La informiamo, inoltre, che qualora in futuro venisse accertato che la spesa da Lei sostenuta per l’invio delle comunicazioni alle Famiglie fosse stata sostenuta attingendo ai fondi che lo Stato o le Regioni assegnano alle singole Scuole, sporgeremo denuncia alla Magistratura per il reato di distrazione di fondi. Poiché, tuttavia, riteniamo più probabile che tale somma, peraltro non indifferente, sia stata reperita attingendo ai fondi derivanti dai versamenti volontari delle famiglie, tra cui le nostre, Le comunichiamo che sarà nostra cura non provvedere ad analoghi versamenti, nei prossimi anni, alla luce dell’impiego distorto, controproducente, e certamente non utile per i nostri ragazzi, dei fondi così sollecitati e raccolti.

A margine di quanto sin qui esposto, e sulla scorta di quanto ci hanno raccontato i diretti interessati ad occupazione, di fatto, terminata, ci consenta di esprimere alcune opinioni personali, che peraltro Le assicuriamo essere condivise da più d’una famiglia

1. I ragazzi hanno tenuto un comportamento ragionevolmente maturo e responsabile, anche nei confronti di soggetti che, a vario titolo, hanno ritenuto viceversa opportuno proseguire nell’attività didattica

2. I ragazzi hanno di fatto dimostrato una tutt’altro che criticabile attenzione al futuro verso cui si dirige la società in generale e, segnatamente, alla prospettata riforma Moratti

3. Tale atteggiamento, lontano anni luce dall’apatia, dal menefreghismo e dall’egoismo che sembra ormai permeare, così come ce lo illustra la cronaca quotidiana, buona parte dei futuri Cittadini, avrebbe ben potuto essere, diversamente, valorizzato nella sua essenziale positività

4. L’ormai diffuso sport dell’insulto personale rivolto a coloro i quali hanno idee differenti dalle proprie (ovviamente giuste per definizione) sembra che sia di moda, sempre a quanto ci è stato riferito, anche tra gli addetti ai lavori, assunti dallo Stato e pagati dal Contribuente per educare e non per calunniare i propri, ed altrui, studenti.

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Pubblicato il 13 Febbraio 2002
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