Verticalizzazione: questi i criteri usati
Il gruppo consiliare della Lega Nord interviene sul piano di razionalizzazione delle scuole
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Riceviamo e pubblichiamo
Ecco come si è arrivati ad individuare dei poli scolastici corrispondenti alle reali esigenze degli alunni. La situazione attuale vede le scuole aggregate "orizzontalmente" (scuole medie con scuole medie e scuole elementari con elementari) ed in modo alquanto discutibile: la scuola media "Anna Frank" delle Bustecche, ad esempio, fa capo alla "Don Rimoldi" di San Fermo, la scuola elementare di Capolago è parte di un circolo didattico che territorialmente si estende fino alla "Sacco" del quartiere Belforte. Una situazione irrazionale e da cambiare: fin qui tutti d’accordo. Il principio è condiviso da tutti, anche dai più polemici avversari della proposta della Lega. Nel piano di razionalizzazione formulato dalla Lega Nord, seguendo la logica dei reali spostamenti degli alunni, tutte le scuole elementari sono state aggregate con la scuola media di riferimento, al fine di rendere più proficuo il lavoro di coordinamento tra insegnanti; tuttavia la scelta di aggregare è stata imposta anni fa da normative ministeriali più che altro di tipo economico: aggregare scuole tra loro per risparmiare tagliando le molteplici segreterie e direzioni. Laddove le scuole non raggiungono il numero di alunni necessari all’"autonomia", si devono aggregare fino al raggiungimento di tali parametri. E’ sulla base di queste indicazioni, che peraltro vedono attualmente scuole aggregate con criteri puramente numerici, che si è pensato ad aggregazioni differenti. La scuola media "Dante" è la scuola di riferimento sia per gli alunni delle scuole del Centro (sc. Elementare "Morandi") sia per quelli di tutta la circoscrizione 2 (Bobbiate, Casbeno, Bosto e Capolago); da sola raggiunge ampiamente i parametri per l’autonomia. E’ impensabile di costituire un polo unico tra la questa scuola media e tutte quelle elementari che, vedono convergere i loro alunni uscenti sulla "Dante": si raggiungerebbero i 1670 alunni. Abbiamo ritenuto opportuno mantenere autonoma la "Dante" (non si tratta di un privilegio, come qualcuno sospetta) e creare un raggruppamento di tutte le scuole elementari che fanno riferimento ad essa. Abbiamo in questo modo evidenziato anche la carenza di una scuola media per la zona "lacuale" della città. Si sarebbe potuto, in linea teorica, come sostiene la direttrice Tam Baj, verticalizzare una scuola elementare con la "Dante", ma quale? Perché proprio la "Morandi" e non la "Carducci" di Casbeno o la "Fermi" di Bobbiate? Forse che gli alunni (e gli insegnanti) di Casbeno o di Bobbiate valgono di meno di quelli della scuola della sig.ra Tam Baj? Quando la polemica nasce, pur valutando buoni i criteri, sorge un dubbio: forse le insegnanti di una determinata scuola del centro non vogliono mettersi in relazione con insegnanti di scuole più periferiche? Dalla sig.ra Tam Baj sono giunte proposte, come quella di aggregare la scuola "Morandi" con la scuola media "Pellico" posta dietro il Palaghiaccio: siamo sicuri che i bambini che frequentano la scuola del centro domani si iscriveranno alle medie nella lontana "Pellico"? I dati sui flussi dalle elementari alle medie ci dicono di no. Così come grottesca ci sembra la proposta di verticalizzare le elementari di Velate con la stessa Pellico, o di vedere sotto un unico tetto la scuola "Morandi" con la Don Bosco di San Gallo. C’é qualcuno che insiste troppo per ottenere questa verticalizzazione a tutti i costi. Dov’è l’inghippo? La verticalizzazione, non tutti lo sanno, porta nel concreto più soldi alle scuole, spesso sottoforma di riconoscimento economico di "figure particolari", scelte tra i docenti, con funzioni d’aiuto alla struttura della scuola. Ma subordinare le scelte di razionalizzazione scolastica a logiche di questo tipo ci sembra molto riduttivo, tanto più che uno dei vantaggi del nuovo piano di razionalizzazione è la riduzione del numero di dirigenze e delle segreterie, con consistenti risparmi per le finanze pubbliche. Riteniamo siano sufficienti i motivi elencati per ipotizzare l’origine di alcune polemiche. E’ comunque chiaro che procederemo su questa linea, in quanto riteniamo che con questa operazione si venga incontro innanzitutto alle esigenze degli alunni. Un’ultima precisazione, rivolta soprattutto ai genitori: qualunque sia il tipo di organizzazione che il Comune intenda dare alle scuole, i cittadini rimangono liberi di iscrivere i propri figli alle scuole che preferiscono, e crediamo che la loro decisione derivi essenzialmente dalla convinzione che la scuola scelta sia in grado di dare il giusto livello di istruzione; un buon progetto educativo prescinde da logiche di accorpamenti; buoni insegnanti sono coloro che sanno lavorare con i bambini ovunque si trovino le segreterie. Tutto il resto, crediamo siano questioni secondarie. Fabio Binelli
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