L’ultimo abbraccio a don Peppino Maffi: “Uomo mite e profumato di Vangelo”
Basilica di San Vittore gremita per le esequie dell’ex prevosto. L’Arcivescovo Delpini e i vescovi Tremolada e Napolioni tra i concelebranti. Il ricordo: "Ha servito il Signore con una confidenza rara"
C’è un’immagine che più di tutte ha segnato il funerale di don Peppino Maffi, celebrato nel pomeriggio di martedì 17 febbraio in una Basilica di San Vittore incapace di contenere l’affetto della città: quella del diacono Giuseppe Bianchi intento a leggere il Vangelo. Un passaggio di testimone simbolico, dato che il giovane diventerà sacerdote il prossimo 13 giugno, proprio sotto lo sguardo di quel “maestro” che ha speso la vita per il presbiterio.
Una chiesa unita attorno al suo pastore
A presiedere la celebrazione l’Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, affiancato da oltre venti concelebranti che hanno rappresentato la storia recente e passata della Chiesa varesina e lombarda. Tra loro il vicario episcopale don Franco Gallivanone con il suo predecessore Monsignor Giuseppe Vegezzi, l’attuale prevosto di Varese Monsignor Gabriele Gioia, il prevosto emerito Gilberto Donnini e quello di Somma Lombardo, don Paolo Fumagalli.
L’omelia di Monsignor Tremolada: «Un amico e un padrino»
Particolarmente toccante l’omelia tenuta da Pierantonio Tremolada, Vescovo di Brescia, legato a don Peppino da un’amicizia profonda e antica, tanto da averlo voluto come padrino alla sua ordinazione episcopale.
«Salutiamo un uomo buono, mite e umile di cuore, a imitazione del suo Signore», ha esordito Tremolada. «Don Peppino pronunciava la parola “Signore” con un’eco e una carica particolare, facendo intravedere una familiarità e una confidenza con la Parola di Dio che diventava passione pura. La sua amabilità era un buon profumo che si diffondeva ovunque andasse».
La Chiesa di Varese dà l’addio a Don Peppino Maffi, storico prevosto della città
Dalle grandi responsabilità alla discrezione di Bobbiate
Il ricordo ha ripercorso le tappe di una vita dedicata al bene comune: dalla dedizione e sensibilità culturale dimostrata a Solbiate Arno, Valle Olona e nella stessa San Vittore, fino alla visione di una Chiesa aperta e capace di suscitare collaborazione.

Negli ultimi anni, il suo ministero si era fatto più silenzioso ma non meno prezioso a Bobbiate: «Una presenza discreta e generosa – è stato ricordato – capace di stare vicino alle persone con il conforto e l’ascolto». Un cammino che ha toccato luoghi di spiritualità come Masnago e Bose, lasciando ovunque il segno di una disponibilità totale a svolgere compiti differenti, sempre con il cuore al servizio.
L’affetto della gente
All’esterno della Basilica, il registro delle condoglianze è rimasto per ore “traboccante” di firme e messaggi commossi. Centinaia di cittadini hanno voluto lasciare un pensiero, un aneddoto o un semplice ringraziamento per quel “compagno di cammino” che ha seminato amore per decenni.
Varese saluta così un pezzo della sua storia religiosa e umana, grata per aver incrociato lo sguardo di un uomo che, fino all’ultimo, ha saputo testimoniare la gioia del Vangelo.

Al termine della cerimonia Monsignor Gabriele Gioia ha voluto riportare il ringraziamento a tutti da parte della famiglia e dal fratello di don Peppino, Maurizio, un grazie rivolto ai parrocchiani, ai preti, ai medici che sono stati vicini al religioso per tutto il periodo della malattia. Un grazie rivolto da Monsignor Gioia agli stessi famigliari e a tutti i concelebranti. Al termine della celebrazione ha preso la parola anche un suo compagno di classe di Don Peppino, che ha lo ha voluto ringraziare «per il coraggio di affrontare la vita in un mondo come il nostro. La bara è stata accompagnata all’esterno della Basilica di San Vittore dagli applausi dei presenti, che poi hanno “invaso” la piazza per salutare per l’ultima volta l’amato don Peppino.
Il ricordo del sindaco di Varese Galimberti
«Don Peppino per me e per centinaia di ragazzi è stato un educatore importante, capace di mantenere legami forti e solidi. Ricordo con grande piacere gli anni trascorsi con lui all’oratorio di Valle Olona. Una generazione che anche oggi ha voluto salutarlo per l’ultima volta. Per la città di Varese e per la sua comunità è stata davvero una figura carismatica ed autorevole come ha dimostrato la folla di persone presente ai funerali», ha commentato il sindaco di Varese Davide Galimberti, presente alla cerimonia come anche l’assessore Roberto Molinari.
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