“Adesso Varese è davvero un laboratorio”
Fassa senza il centrosinistra e il centrosinistra nell'assetto concordato dai vertici di partito: questo il panorama delle amministrative. Le considerazioni di Luca Perfetti
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Riceviamo e pubblichiamo Sembrerebbe (è sembrata ai più) una cattiva notizia, la rinuncia a qualsiasi velleità di vittoria. Mi pare, invece, da osservatore esterno, che si tratti di una notizia interessante. Adesso Varese è davvero un laboratorio. Diverso da quello immaginato. Il laboratorio ipotizzato era quello che vedeva il concorrere di energie della società civile con quelle organizzate dei partiti. Un metodo simile a quello dell’Ulivo prodiano. Con alcune differenze, tuttavia. L’esperimento dell’Ulivo, infatti, aveva visto il verificarsi di due condizioni assenti a Varese. Anzitutto la consapevolezza di concorrere ad un progetto potenzialmente vittorioso. A Varese, invece, dove il progetto era non meno "potenzialmente vittorioso", la consapevolezza di questa prospettiva è mancata, ed ognuno ha utilizzato il metodo di guardare non più lontano della punta delle sue scarpe. Il secondo profilo è dello spirito che anima le forze politiche. Il tentativo prodiano, a livello nazionale, fu guardato con sfiducia (o fastidio) dai sacerdoti che amministravano gli antichi riti di partito. Tuttavia, all’interno delle reciproche forze politiche, risultarono non vincenti. Quando sono risultati vincenti (come D’Alema nei DS), l’esperimento prodiano è stato bloccato e le strutture hanno ripreso il sopravvento (con il risultato di condurre alla disfatta elettorale successiva). A Varese, invece, dopo quasi un decennio di tentativi di innovazione (metodologica, ideologica, organizzativa), l’Ulivo è stato archiviato. L’ultima riunione plenaria con amministratori e militanti è di due anni fa. Lo spirito è un altro e si è tornati al più rassicurante tavolo del centro sinistra, dove siedono i plenipotenziari dei partiti. Oggi, a Varese, quindi, potrebbero darsi le condizioni per un vero esperimento politico. A Fassa, infatti, se avrà la forza (intellettuale, programmatica) si apre la via metodologica teorizzata da Padre Sorge s.j. durante la primavera di Palermo: un programma, un leader e tutti quelli che ci stanno. Indipendentemente da quanti sono e chi. Da una parte, quindi, la coalizione aperta, che si fonda sul programma. Dall’altra, il raggruppamento di partiti, che si radica sulla mediazione ideologica, sugli assetti interni, sulle organizzazioni tradizionali. Si tratta di un esperimento forte, i cui risultati saranno interessanti da leggere. Si tratterà di capire su quale fronte si troveranno più a loro agio i varesini, quale livello di innovazione gradiscano, quale vincerà tra i due metodi del centro sinistra. Le difficoltà per i due fronti sono uguali e contrarie. Per entrambi date dal programma. Per Fassa e chi lo sosterrà, infatti, dopo mesi di mediazioni, sarà assolutamente necessario far capire agli elettori quali siano i punti decisivi del programma sul quale si chiede il consenso. Per la coalizione dei partiti, invece, occorrerà costruire un programma credibile; programma che oggi non ha, stante che quello della Margherita non è ancora noto e che i DS, fino ad oggi, han condiviso quello di Fassa. Oggi, insomma, il laboratorio è più interessante di prima. Quanto a vincere, poi, quello è un lusso che nessuno ha intenzione di permettersi, lasciando ai consiglieri regionali il monopolio della rappresentanza e del potere interno. Si tratta di un laboratorio interessante. Ed una vecchia maledizione africana dice: "possa tu vivere tempi interessanti". |
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Luca R Perfetti |
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