Casse da risanare: il comune punta sulle imposte

Angera - Tasse più salate, spese ridotte all'osso e solo interventi di manutenzione ordinaria: questo il bilancio approvato per il 2002

Cambia il regolamento dell’Ici e viene istituito l’addizionale Irpef. Con queste due premesse che hanno anticipato la discussione sul bilancio di previsione del comune di Angera, è stato approvato nell’ultimo consiglio comunale, un documento programmatico che nelle intenzioni dell’amministrazione deve risanare le finanze “disastrate” del comune di Angera. Insomma l’imposta comunale sulla casa meglio amministrata e l’addizionale irpef allo 0,2 per cento, sono questi i ritocchi che l’amministrazione ha approntato per i conti dell’Ente. Ma la minoranza incalza e con Nino Casalini di “Progetto e Solidarietà” si calcola quanto costerà questa manovra alle tasche dei cittadini di Angera. I consiglieri di “Progetto e Solidarietà” parlano infatti di un venti per cento in più, se si vanno ad assommare, come ha spiegato nel suo intervento, la tassa per i rifiuti solidi urbani e gli oneri di urbanizzazione.
Giorgio Grube della Lega Nord esprime le sue perplessità: «Ma sono davvero così disastrate le finanze del comune di Angera? gli equilibri del bilancio che il comune vuole ottenere con un incremento delle imposte potrebbero essere invece raggiunti con l’eliminazione di due voci costose, quelle della macchina spazzatrice (duecento milioni senza valutare i costi di manutenzione) e quello delle consulenze esterne (160 milioni)».
Aumentare le tasse, contrarre le spese ed eliminare qualsiasi opera pubblica, se non la pura e semplice manutenzione ordinaria. Questo si può permettere il comune di Angera. Lo ha spiegato il sindaco Vittorio Ponti illustrando la scelta di applicare l’Irpef e le linee guida del bilancio. «L’applicazione dell’imposta va vista in un contesto generale di ristrutturazione delle politiche tributarie e del bilancio comunale». Un bilancio che deve fare i conti con il patto di stabilità. Tutta colpa della finanziaria, che ha determinato (pena la riduzione dei trasferimenti statali), che le spese degli Enti locali per l’anno in corso non potranno superare più del 6 per cento quelle effettuate l’anno scorso? Ponti questo non lo dice e alle nuove linee definite per far risparmiare i comuni spendaccioni risponde dipingendo un quadro del comune poco incoraggiante. «Questo comune è messo in modo tale che non può contrarre neppure mutui – ha detto – se non facciamo in questo modo non avremo neppure i soldi per le semplici manutenzioni». Così la giunta ha lavorato sulle entrate: Irpef allo 0,2%, nuovo regolamento Ici, che porta all’aumento solo per la seconda casa, oneri di urbanizzazione più alti e una revisione più articolata della Tarsu all’insegna della progressività, anziché delle tariffe medie uguali per tutti.
E se la scelta dell’Irpef non convince per nulla le minoranze della Lega Nord e di “Progetto e solidarietà” che hanno votato contro, sulle finanze comunali da risanare si estende il beneficio del dubbio degli stessi gruppi che sul bilancio di previsione hanno optato per un’astensione.

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Pubblicato il 04 Marzo 2002
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