Le proposte dei sindacati nella petizione indirizzata a Formigoni

Varese - A poco dall'approvazione, i sindacati consegnano al consigliere regionale Marantelli la petizione per modificare il piano socio sanitario lombardo

Che il piano socio sanitario di Formigoni non piacesse ai sindacati era cosa nota. Ma la riforma regionale della sanità non piace neppure ai cittadini che le conseguenze delle scelte regionali le vivono sulla loro pelle. Lo hanno spiegato oggi, lunedì 11 i sindacati confederali consegnando una petizione firmata da circa tremila persone al consigliere regionale dei Ds Daniele Marantelli. A dire il il vero all’incontro Cgil Cisl e Uil avevavo invitato tutti e nove i consiglieri regionali che rappresentano la provincia al Pirellone. Se si escludono quelli di minoranza, il Popolare Giuseppe Adamoli e Giovanni Martina del Prc, che avevano preannunciato l’impossibilità di rispondere all’invito per altri impegni, degli altri nessuna traccia. Sarà quindi il solo Marantelli a consegnare le firme con il testo della petizione ai vertici regionali. E anche se la discussione sul piano socio sanitario si avvia al suo epilogo (mercoledì infatti si vota) la petizione non arriva in ritardo. Il testo del piano sarà approvato con tutta probabilità con qualche piccolo aggiustamento apportato dai pochi emendamenti accolti della minoranza in consiglio regionale, ma all’approvazione seguirà l’applicazione del pacchetto affidato alla giunta. Questo passaggio per Daniele Marantelli lascia ancora spazio all’azione del sindacato.
“Un’azione efficace” come l’ha definita il consigliere diessino e ribadito dal segretario della Cisl Varese Luigi Restelli «La petizione ha avuto una incidenza e nel nostro ambito ha avuto il merito di fare in modo di evitare che il piano passasse inosservato». Sulla natura dell’iniziativa Marco Molteni, segretario provinciale della Uil aggiunge che ora il compito del sindacato è di continuare l’azione intrapresa. «Il nostro compito non si esaurisce, dobbiamo allargare la mobilitazione e in questo non c’è nessun messaggio ideologico, massimalista e strumentale, si è trattato di un’iniziativa molto concreta che ha trovato una risposta altrettanto concreta della gente». Un concetto ribadito anche dalla segretaria generale della Cgil Ivana Brunato. «Non siamo qui a parlare di malasanità – ha precisato – ma di una trasformazione dell’assetto socio sanitario dalle enormi conseguenze per le persone, la nostra non è una presa di posizione ideologica, ma concreta e aperta al confronto come quello avviato con l’Asl, con l’obiettivo di tetelare la salute dei cittadini indipendentemente dalla condizione reddituale».

Ma prima di consegnare la petizione a Daniele Marantelli, i sindacati (erano presenti anche i rappresentanti delle categorie della Funzion Pubblica), hanno ancora una volta evidenziato quello che nel piano socio sanitario lombardo non va. Le critiche al piano le ha illustrate Alessandra Fragassi, della segreteria Cisl di Varese sviscerando i contenuti più importanti che avranno effetti negativi nella tutela della salute di tutti. A partire da una premessaritenuta importante: un maggior potere alle regioni non può comportare la rottura di un sistema universale di garanzie e diritti validi per tutti. Le Asl e le Aziende ospedaliere devono conservare l’attuale forma giuridica e continuare a programmare e gestire direttamente i servizi territoriali potenziando i servizi alla persona e quelli della prevenzione. Fra le richieste dei sindacati espressi nella petizione c’è anche quella di mantenere inalterati gli attuali 12 distretti sanitari, di valorizzare il ruolo degli Enti locali, mantenere gli attuali contratt per i lavoratori dell’Asl e delle Aziende Ospedaliere. Ma soprattutto, come si legge nella conclusione del documento, “occorre programmare un piano di investimenti per ristrutturare, riqualificare e rilanciare le Aziende sanitarie pubbliche in reale concorrenza con la sanità privata, nella convinzione che questo sia l’unico modo per riaffermare un sistema sanitario universale e solidale veramente in grado di tutelare il diritto alla salute di tutti i cittadini”.

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Pubblicato il 11 Marzo 2002
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