Molti i modi per approfittare degli extracomunitari

CGIL e CISL sono d'accordo: gli immigrati sono più facilmente ricattabili per la loro posizione

Edilizia, lavoro domestico e commercio sono le aree più problematiche nei rapporti di lavoro. CGIL, CISL e UIL non hanno dubbi: la maggior parte delle denunce riguardano proprio questi tre settori, seguiti, a distanza, dal comparto metalmeccanico. 
«Il contenzioso in campo edile – spiega Carmelo Gioeli responsabile dell’ufficio vertenze della Cisl Varese Laghi – si aggira sul 50%. Ma i problemi che denunciano gli extracomunitari sono una percentuale doppia rispetto al contenzioso che riguarda italiani. I soprusi verso gli immigrati sono maggiori e si fondano, probabilmente, sulla scarsa conoscenza che hanno queste persone dei propri diritti, ma soprattutto, sulla loro maggiore ricattabilità.»
E di modi di ricattare questi lavoratori se ne scoprono ogni giorno. Ne sa qualcosa Flavio Nossa, responsabile dell’ufficio immigrati della CGIL, in continuo contatto con situazioni limite: «Il lavoro nero è una nicchia dove si riesce meglio a gestire il lavoratore che, spesso irregolare, non si può permettere di discutere. Una pratica in voga è anche quella di assumere il lavoratore ma a tempo parziale in maniera tale da far risultare un reddito basso che impedisce il ricongiungimento familiare. Altro capitolo, poi, sono le collaboratrici domestiche le cui condizioni sono a dir poco scandalose. Ora, con il decreto pensato dal Governo, la situazione peggiorerà perchè il loro permesso di soggiorno dipenderà solo ed esclusivamente dal rapporto di lavoro: in caso finisse, si ritroverebbero rispedite alla frontiera il giorno dopo. La situazione ideale per far sviluppare il ricatto.»
Meno preoccupati per la questione etnica è l’ufficio vertenze della CISL Ticino Olona: «Quello che più ci impensierisce sono le nuove figure professionali che stanno emergendo – dichiara Valerio Rabbolini responsabile dell’ufficio vertenze – noi ci stiamo attrezzando per affrontare le questioni che deriveranno dai contratti atipici o dai dipendenti di cooperative. Attualmente le cause che abbiamo interessano solo in maniera residuale gli extracomunitari. Di solito il problema è sempre l’emersione dal nero. Solo il 5% dei casi ha problemi con il recupero dei crediti. Molti episodi, poi, riguardano il periodo di ferie quando il lavoratore rientra in patria e chiede permessi per prolungare la permanenza. Se va tutto bene, non ci sono problemi, che sorgono nel momento di crisi produttiva. 
In genere questi lavoratori non possono ambire a carriera, vuoi per il tipo di lavoro che eseguono, vuoi perchè la loro permanenza nel nostro paese è limitata nel tempo (5 anni).
»
Non esprime giudizi Giorgio Roveda, dell’ufficio legale della Uil: « Gli extracomunitari che si rivolgono a noi sono una minoranza. I casi di abusi per questo tipo di lavoratori avvengono soprattutto nel settore della collaborazione domestica e dell’edilizia, settori che noi non seguiamo perchè ci occupapiamo solo d’industria. Non credo, comunque, che ci siano disparità di trattamento legati all’etnia.
 »


 

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Pubblicato il 27 Marzo 2002
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