Ancora un no alla “bretella” di via Gasparotto
La circoscrizione 6 boccia per l'ennesima volta il progetto dell'Amministrazione
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Il parlamentino boccia di nuovo la proposta di Palazzo Estense di realizzare una bretella che fungerebbe da raccordo tra via Gasparotto e Viale Borri. Il nuovo no è arrivato ieri sera, 2 aprile, nel corso del consiglio di circoscrizione. Per il progetto è stato preventivato un costo di oltre 12 miliardi, cifra che il comitato dei “no-bretella” (costituito dai cittadini di San Carlo) e del parlamentino stesso giudicano troppo esosa per un chilometro di strada. Il comitato, composto dai rappresentanti delle 500 famiglie che gravitano sul territorio interessato dal progetto, aveva inviato qualche mese fa le sue osservazioni al sindaco Aldo Fumagalli, al presidente della provincia di Varese Massimo Ferrario e al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. La tesi che emerge dal documento redatto da architetti ed ingegneri, è che la bretella inciderebbe negativamente sull’ inquinamento acustico,visivo e sul verde di questa zona, ricca di acque sorgive, che viene considerata un polmone verde. Nonostante il grosso investimento (i 12 miliardi preventivati diverranno 20 miliardi) il problema del traffico verrebbe solo spostato dall’incrocio di via Gasparotto-Borri verso la Chiesa dei Frati Cappuccini e la zona industriale in località Stoppada, nei pressi di Gazzada Schianno, non verrebbe comunque servita dalla bretella. Il Comune, però, sostiene che l’accessibilità ai fondi sarà oggetto di studio in sede di progettazione esecutiva e che le problematiche non risultano pertinenti in quanto finalizzate a contestare scelte amministrative di carattere generale ma non riferite alla specifico della variante urbanistica proposta. Per quanto riguarda, invece, gli aspetti di tutela ambientale saranno valutati dagli organi competenti ( Regione Lombardia). Emilia Ferrè presidente della sesta circoscrizione precisa che «Siamo intervenuti proprio per contrastare il parere dell’Amministrazione comunale che giudica incongrue le osservazioni mosse dai cittadini sul piano regolatore». Così ieri sera la sesta circoscrizione ha espresso la propria contrarietà con sette voti negativi, tra centrodestra e centrosinistra, un astenuto e due sì leghisti. Va ricordato però che il parlamentino ha solo potere “formale” e il suo parere non è vincolante sull’operato di Palazzo Estense.
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