Arci, la cultura secondo noi

Il documento politico-programmatico per le elezioni amministrative 2002

Riceviamo e pubblichiamo

L’Arci, associazione con una solida tradizione di promozione culturale, sociale e civile, a Varese ed in Provincia, lavora da decenni ad una base di programmazione culturale di qualità ed ha saputo trovare i suoi spazi, a volta anche con qualche difficoltà, mantenendo la sua autonomia e restando fedele ai propri valori.

La collaborazione, l’apertura, il dialogo con le Amministrazioni Locali offrirebbe certo all’Associazione l’opportunità di crescere e svilupparsi ed alla città e alla provincia la possibilità di avere un’offerta culturale articolata in attività formative e divulgative.

Per avere un’ampia partecipazione, per coinvolgere persone con problemi ed interessi differenti, è necessario presentare una programmazione culturale che affronti seriamente e coraggiosamente le questioni politico-culturali del nostro tempo.

Ecco quindi alcuni grandi ambiti di ricerca: il lavoro che cambia, il mondo giovanile, il multiculturalismo, la realtà territoriale, gli effetti dell’innovazione tecnologica e scientifica…

E’ ovvio che nell’affrontare questi temi occorrono grande serietà e competenze.

Sono prioritari il recupero dell’impegno delle forze intellettuali, che comunque esistono nella nostra realtà, fra le donne e gli uomini che vivono ed operano sul territorio, la riaggregazione del consenso per un interesse comune per la vivibilità della città che altrimenti muore, continua a morire nelle sabbie mobili degli interessi individuali di pochi, dell’indifferenza, della fretta, della noia, del sonno.

In un momento politico come quello attuale è di grande importanza simbolica, ma anche pratica, la ricostruzione di "luoghi di confronto" per la realtà varesina. Rilevante diventa quindi il reperimento di spazi per la cultura, attraverso la valorizzazione e l’utilizzo adeguato di quelli già esistenti, come le scuole e le biblioteche e attraverso la costruzione nelle varie realtà cittadine (centro e periferie) e provinciali di nuove aree destinate alla socialità, per la fruizione e la promozione socio-culturale dal basso.

Affinché tali spazi possano vivere, o rivivere, animarsi e diventare oltre che luoghi di aggregazione, anche fucine di idee e iniziative, sono basilari la convergenza e la collaborazione coordinate delle varie Associazioni, dei gruppi e delle organizzazioni che già operano sul territorio in modo da offrire opportunità anche a nuove realtà associative.

E’ importante che esse si ritrovino in una "casa comune", una "casa delle culture" e diano vita ad un forum permanente, dotato tra l’altro di strumenti funzionali comuni (segreteria, archivio, recapito..).

Chiediamo che vengano tutelati inoltre i diritti di tutti i cittadini, con particolare riguardo a quelli più deboli: il diritto all’istruzione e alla formazione con politiche attente alla prevenzione e alla cura del disagio giovanile, all’accoglienza e all’inserimento prima nella scuola e poi nel mondo del lavoro, degli immigrati, il cui patrimonio culturale è prezioso e va riconosciuto e valorizzato.

Chi si deve occupare di come strutturare certi servizi nell’ambito pubblico deve comunque fare i conti col cambiamento della composizione della società e con le sfide che tale cambiamento porta ed è bene che lo faccia con una mente aperta, sgombra da pregiudizi, lucida e lungimirante, mai ripiegata su se stessa, o sul proprio "particulare".

Tutto questo difficile processo sarà possibile solo a patto che ci si conosca, che ci si incontri, che si impari ad operare insieme, ad esprimersi, sia nelle scuole, sia nei luoghi di aggregazione sociale, sia nelle sedi delle Associazioni culturali.

Compito della politica è rendere ogni cittadino più forte, fornendogli tutte le possibilità di impossessarsi degli strumenti che gli permettono di avere un’esistenza dignitosa (casa, lavoro, scuola, assistenza socio-sanitaria), evitando così l’emarginazione che è il primo passo verso il degrado e la perdita di dignità (droga, alcool, prostituzione, crimine..).

Nell’ambito culturale e sociale è dunque necessaria un’attenzione continua e costante affinché, attraverso la soluzione dei problemi pratici e materiali della convivenza, si possa valorizzare e fruire della pluralità di culture e di idee, cogliendone la ricchezza e le opportunità che da esse possono derivare.

Dovere della politica è di aprirsi maggiormente alle istanze dei cittadini (di tale richiesta sono testimonianza i reiterati momenti di partecipazione spontanea….) che proprio in questo periodo hanno espresso più che mai il desiderio di "partecipare", di testimoniare, di esserci e di sapersi anche mobilitare per qualcosa in cui vale la pena di credere.

E’ chiaro che l’impegno dei cittadini non va limitato alla partecipazione alla programmazione, bensì esteso anche a momenti di verifica degli obiettivi e dei risultati ottenuti.

Non si può discutere e decidere di cose che riguardano tutti in stanze chiuse, lontane dalla gente, non si possono determinare esiti a problemi sociali complessi, se non in un contesto di consultazione e pianificazione.

Settore Cultura e Servizi Sociali

1) Assessorato alle Culture

Per la valorizzazione di tutte le culture, compresa quella locale.

Si avvale della collaborazione del FORUM DELLE COMUNITA’ e dei Comitati di Quartiere e di tutti quei gruppi che operano sul territorio

Per il recupero dell’impegno degli intellettuali, per la valorizzazione delle loro capacità e competenze

2) Assessorato ai Servizi alla Persona

Aumento degli investimenti a scuole, asili nido, centri sociali per giovani ed anziani e per il verde pubblico.

Per la progettazione di una città anche a misura di bambini ed anziani.

Maggior attenzione alla condizione femminile: politica degli orari, banca del tempo.

Sensibilizzazione verso le problematiche dei single, della famiglia, delle coppie di fatto, degli omosessuali…

3) Assessorato alla qualità della vita

In stretta collaborazione con i precedenti, serve a monitorare i bisogni dei singoli e della collettività, ricorrendo a strumenti democratici quali referendum, consulte…

Per la riduzione dell’inquinamento: ampliamento delle zone pedonali, individuandone di nuove anche nelle periferie, trasformazione dell’alimentazione dei mezzi pubblici con carburanti non inquinanti, incentivi al car sharing e forme similari…

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Pubblicato il 22 Aprile 2002
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