Escavazioni selvagge: chiusa la cava di Trigo
Secondo le indagini, dopo una sentenza del 1995 la proprietà avrebbe continuato a estrarre materiale per l'edilizia. Denunciato il titolare
Un’operazione di polizia ha visto nella giornata dello scorso 17 aprile la conclusione di alcune indagini in atto da tempo a Brezzo di Bedero, nel Luinese, dove gli inquirenti hanno scoperto un caso di reato ambientale (nella foto, gli agenti nel corso dell’operazione).
Si tratta dell’indebita attività di estrazione di ghiaia e materiale adibito ad usi edili che il titolare della cava – la Trigo Srl – avrebbe compiuto da sette anni a questa parte, nonostante una sentenza emessa nel 1995 dall’allora Pretore di Luino. Dopo aver raccolto numerose prove in merito alla prosecuzione dell’attività di scavo, le indagini della polizia – durate qualche settimana, avvalendosi anche di elicotteri e agenti di Polfer, Polstrada e Forestale – hanno portato alla denuncia del titolare. Il reato che gli agenti del commissariato di Luino contestano all’imprenditore sono "distruzione o deturpamento di bellezze naturali", che è valso all’uomo una denuncia a piede libero. Nel corso delle indagini anche un’altra persona sarebbe stata denunciata per favoreggiamento.
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Un’operazione di polizia ha visto nella giornata dello scorso 17 aprile la conclusione di alcune indagini in atto da tempo a Brezzo di Bedero, nel Luinese, dove gli inquirenti hanno scoperto un caso di reato ambientale (nella foto, gli agenti nel corso dell’operazione).
Il danno ambientale prodotto dall’indebita attività della cava sembrerebbe abbastanza grave e difficilmente riparabile, così come dimostrato dalle immagini scattate (qui a lato) dall’elicottero del gruppo di volo della Polizia e da immagini satellitari riprese a 850 chilometri di altezza. Attualmente la cava è chiusa, posta sotto sequestro e a disposizione dell’Autorità giudiziaria.





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