Lio: «Chiederemo subito lo stato d’emergenza»

Da un sopralluogo coi vertici dell’ospedale e il prefetto, l’assessore regionale alla protezione civile fa un primo bilancio dopo l’alluvione

Stato d’emergenza, ovvero richiesta al Governo, tramite il Prefetto e le istituzioni locali, di uno stanziamento speciale per i danni subiti dalla popolazione e dalle cose in provincia di Varese e soprattutto nell’Alto Varesotto. E’ questo quanto affermato dall’assessore Regionale alla protezione civile Carlo Lio in visita oggi presso la struttura ospedaliera di Cittiglio, parzialmente evacuata lo scorso venerdì dopo che le acque del torrente Boesio allagarono il pronto soccorso, la psichiatria e il reparto dialisi.
«Impossibile, per il momento,  fare il computo preciso dei danni – spiega l’assessore regionale. Nelle prossime ore cercheremo di comporre una stima e raccogliere l’elenco di danni subiti dai singoli comuni. Nella giornata di domani (lunedì ndr) contatteremo il Governo per richiedere che venga decretato lo stato d’emergenza. Certo la situazione che ho trovato all’interno dell’ospedale è buona. Questo è da assolutamente da imputarsi alla celerità dei soccorsi e all’altrettanto rapido e veloce lavoro di ripristino dei reparti danneggiati dall’alluvione».

Stesse parole di stima per quanto fatto da vigili del fuoco e volontari della protezione civile anche da parte di Carlo Lucchina, direttore dell’azienda ospedaliera di Circolo, di cui l’ospedale di Cittiglio fa parte. «Grande è stato l’impegno di soccorritori e dipendenti che si sono prodigati al massimo per salvare i macchinari e limitare i danni. Per questo è opportuno ricordare che stiamo ancora valutando lo stato dell’impiantistica, specialmente della rete elettrica che per un soffio non è andata lesionata: solo grazie all’intervento dei volontari che hanno posizionato i sacchi di sabbia abbiamo evitato che andasse persa la centralina enel da 15.000 volt».
Intanto si cerca di fare chiarezza sulle cause che hanno portato all’esondazione del Boesio in de punti: nei pressi del parcheggio e a monte, poco prima dell’ospedale. Diverse le ipotesi: certamente le maxi precipitazioni che hanno investito la zona ma c’è anche chi, come il sindaco di Cittiglio Giuseppe Galliani, punta il dito contro l’eccessiva cementificazione della zona a monte, argini compresi. «Un tempo – spiega il primo cittadino – le esondazioni venivano contenute da argini bassi e prati nelle vicinanze del letto del fiume: le piene venivano assorbite dai prati circostanti e la portata non era mai eccessiva. Oggi, con l’edificazione e la cementificazione delle zone attigue al letto del fiume, questo non avviene più, ma anzi gli argini artificiali concorrono a far scivolare l’acqua a valle».

 

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Pubblicato il 05 Maggio 2002
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