«Non si può lasciar morire un uomo perché non ha i documenti»

Immigrati in piazza per chiedere l'ambulatorio medico destinato anche agli irregolari

«La salute non c’entra nulla con la politica, non si può lasciar morire un uomo perché non ha i documenti: prima lo si cura, poi gli si chiedono i documenti». Gerardo Garcia, 38 anni, medico chirurgo cubano in attesa di asilo politico è uno dei cittadini extracomunitari che in questi giorni sta raccogliendo firme per chiedere l’attivazione di un ambulatorio medico per immigrati a Varese. Legato ad Anolf (associazione nazionale oltre le frontiere), organizzazione che ha aderito all’appello lanciato da Cgil-Cisl-Uil, Garcia gestisce in piazza Monte Grappa, insieme a Dieng Tmerry, 47 anni, operaio senegalese della Whirlpool, uno dei tanti banchetti che in questi giorni sono disseminati nelle piazze e nei luoghi di lavoro della nostra provincia. 
La petizione chiede all’Asl di dare corso alla decisione presa per ben due volte, nel 2000 e nel 2001, di attivare l’ambulatorio medico. Il problema è che questo ambulatorio può accogliere, come prescritto dalla legge, anche immigrati non regolari e ciò ha scatenato una bagarre politica che probabilmente sta bloccando l’avvio del progetto. 
«Ma la salute non può essere un privilegio – spiega Dieng Tmerry – è un diritto primario di tutti, qualunque sia la loro condizione». L’attenzione della popolazione è altalenante: «Chi legge l’appello torna a firmare, poi c’è molta gente presa dalla frenesia che non prende il volantino, ma è normale». Per Gerardo Garcia, la battaglia per l’ambulatorio è essenziale: «Ogni tanto penso questo: anche i cani hanno diritto a essere curati. La gente ci tiene che non vengano maltrattati, anche se sono randagi. Perché non si dovrebbe avere la stessa attenzione per gli uomini? L’uomo conta di più, non bisogna mai dimenticarselo».
I sindacati sostengono che l’attivazione dell’ambulatorio, che dovrebbe sorgere in via Bernardino Luini, sia non solo un diritto essenziale ma anche una sicurezza per tutti. Per questo chiedono a tutti i cittadini, di qualsiasi opinione, di firmare.

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Pubblicato il 16 Maggio 2002
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