Varese “sorvegliata speciale”

Telecamere nel centro storico e nelle stazioni ferroviarie. Il sindaco uscente contesta le strumentalizzazioni politiche del progetto

Il confronto con il grande fratello sembra scontato, ma la scelta dell’amministrazione comunale di dotare la città di un sistema di tele-sorveglianza  va proprio in quella direzione. Gli occhi elettronici, collegati con una sala operativa nel comando dei vigili urbani in via Sempione, sono stati piazzati nel centro storico della città e nelle due stazioni ferroviarie. Telecamere in piazzale Kennedi, piazza Monte Grappa (angolo via Marcobi), piazza Battistero (angolo via Marconi), piazza San Vittore (angolo via Leopardi), piazza Podestà – Arco Mera. Questo è solo il primo lotto dell’operazione, il cui costo ammonta a circa 300mila euro, metà dei quali finanziati dalla Regione Lombardia. Il secondo lotto, che deve essere ancora deliberato dalla giunta comunale, interesserà invece piazza Repubblica, piazza Carducci e i Giardini Estensi, per un costo complessivo di 150 mila euro, sempre fifty fifty con il Pirellone.
(sopra: la centrale operativa, ancora in allestimento)
Le telecamere, di ultima generazione, sarebbero quanto di più sofisticato esista sul mercato. Dotate di sensori particolari e di un brandeggio di 360 gradi, daranno l’allarme in caso di rumori al di sopra di un certa soglia: scoppi, fulmini, botti e quant’altro di acusticamente anomalo si verifica nelle loro vicinanze. Saranno a disposizione di tutte le forze dell’ordine e si vanno ad aggiungere alla Scav (squadra coordinata anticrimine Varese) un reparto speciale, che agisce in borghese, costituito all’interno del corpo dei ghisa varesini. La Scav svolge anche indagini di polizia giudiziaria delegate dalla Procura della repubblica di Varese. 

La città con il  tasso di criminalità tra i più bassi d’Italia sceglie, dunque, di mandare la vita dei cittadini in diretta sui monitor della centrale operativa. «Niente paura per la privacy» assicurano sindaco e polizia municipale, gli agenti sono ufficiali tenuti al segreto  professionale. Delle riprese potranno usufruire anche gli altri inquirenti, procura in testa. 
Aldo Fumagalli ha sottolineato la strumentalizzazione politica subìta dal progetto "Varese città sicura" e, tanto per chiamarsi fuori dai toni polemici, ha voluto ricordare che il progetto in questione ebbe tra i suoi principali "sponsor" Vincenzo Alfieri,  direttore generale del Comune alla soglia del pensionamento, padre di Alessandro, candidato sindaco per il centrosinistra.


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Pubblicato il 13 Maggio 2002
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