An e Lega censurano Moni Ovadia

L'artista ebreo critica i due partiti in televisione. Castano (AN): «Come si permette, diffonderemo il compenso del suo spettacolo in città»

Moni Ovadia, artista teatrale, ebreo e di sinistra, è finito nel mirino di Alleanza Nazionale e Lega Nord. I due partiti di maggioranza gli contestano la partecipazione a un programma televisivo, in cui avrebbe detto che questi movimenti si basano su presupposti razzisti. Politica e libertà di espressione sul banco degli imputati. Moni Ovadia è da anni al centro del cartellone teatrale di Gallarate, praticamente un habitué in città. Le sue apparizioni sono sempre gremite e molto apprezzate dal pubblico e il 14 luglio dovrebbe ritornare con uno spettacolo inserito nella stagione estiva di "Altri percorsi". 
L’attacco di Fabio Castano, consigliere comunale di An ed ex vicesindaco, giunge come un fulmine a ciel sereno. L’esponente della destra ex missina ha annunciato durante il consiglio comunale che il suo partito e la Lega Nord avrebbero presto presentato una interpellanza per censurare il comportamento di Ovadia e per chiedere di rendere pubblico il compenso che l’artista percepirà per il suo spettacolo. 
«Il signor Moni Ovadia – ha spiegato Castano riferendosi alle affermazioni dell’artista nella trasmissione televisiva – non può arrogarsi il diritto di chiedere a Israele di non ricevere Gianfranco Fini, definire razzisti due partiti che fanno parte della maggioranza che governa anche questo comune e poi venire qui e percepire un compenso per i suoi spettacoli». 
Inoltre Castano si è anche scagliato contro le comunità ebraiche. «Durante il loro ultimo congresso le comunità ebraiche – ha continuato – hanno affermato che l’Italia è un paese pieno di pregiudizi inculcati dalla chiesa cattolica». Castano ha suggerito al consiglio di inviare una lettera all’ambasciatore di Israele sulla vicenda. 
Ma le sue affermazioni rischiano di creare qualche imbarazzo al Comune, che con l’ambasciata israeliana intrattiene ottimi rapporti. Il 5 dicembre scorso, infatti, un consigliere di ambasciata, Tibor Schlosse, venne a consegnare il premio di "Giusto tra le nazioni" al partigiano cattolico Fernando Torreggiani.
La richiesta del consigliere di Alleanza nazionale è stata contestata dalle sinistre. «Non si può affermare che chi critica la maggioranza non può venire a Gallarate – ha detto Pierluigi Galli (Ds) – in Italia c’è libertà di parola». Lo stesso concetto è stato ribadito da Massimo Barberi (Prc): «Criticare un governo è lecito, confondere razza e religione no. E’ una posizione di dubbio gusto».
Ma cosa succederà il 14 luglio, quando l’artista milanese sarà sul palco di Palazzo Broletto per il suo spettacolo? «Niente – risponde l’assessore alla cultura Roberto Delodovici – per quanto mi riguarda arte e politica sono due cose diverse. Moni Ovadia è stato contattato dal Teatro Delle Arti e noi ci fidiamo del loro gusto. Io giudico solo il valore professionale, che è alto». Renderà pubblici i compensi? «La cifra stanziata per la stagione culturale è nota. Tra l’altro per quello spettacolo abbiamo anche contributi provinciali e regionali. All’interno di questo pacchetto gli organizzatori poi scelgono i compensi. Io neanche li conosco».

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Pubblicato il 28 Giugno 2002
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