Comunisti Italiani: «Difendere l’articolo 18 ed estendere i diritti»

Incontro pubblico alle 21 di martedì 18 nella sede di via S.Giulio del Pdci

Riceviamo e pubblichiamo

Martedì 18 giugno ore 21, nella sede PdCI via S. Giulio 45 di Cassano Magnago, si terrà l’incontro: Difendere l’articolo 18, estendere i diritti, ricomporre l’unità. 
Relazione di Gino Fischietti, Direttivo provinciale FIOM CGIL. Partecipano: Renato Pagnan, Consigliere comunale – PdCI Ambrogio Filippini, portavoce de "Il Germoglio" Adriano Piludu, Verdi – Cassano Magnago Roberto De Luca, RSU CGIL Comune di Cassano Magnago Vittorio Locarno, RSU scuola Dante – Orlandi Calogero Calandrino, RSU Sanyo Carmine Esposito, FILTEA CGIL Giuseppe Santabarbara, RSU CGIL Igiene Ambientale AMSC Gallarate Rossana Trasatti, Maglificio Gibel Gino Piludu, operaio metalmeccanico OMAS Bilance Rosaldo Boretti, SPI CGIL Cassano Magnago Mario Santoro, Direttivo provinciale CGIL Chimici Carla De Antonis, Direttivo CGIL Scuola. 
Concludono: Umberto Colombo, Segreteria provinciale CGIL, Osvaldo Bossi, responsabile provinciale lavoro PdCI

………….

Il recupero elettorale del centro – sinistra dei giorni scorsi, fino al grande successo nei ballottaggi per l’elezione dei Sindaci, è dovuto principalmente alla spinta del movimento dei lavoratori che, attorno alla difesa dell’articolo 18, ha saputo unire tutte le forze di opposizione.

L’articolo 18, caposaldo di un sistema di garanzie conquistate in decenni di lotte, è oggi oggetto di un forsennato attacco da parte del governo Berlusconi, della Confindustria e dei mass – media a loro asserviti: ciò che è un diritto viene presentato come un privilegio, la precarietà sul posto di lavoro viene spacciata per modernità.

L’obiettivo per cui in tantissimi abbiamo manifestato e scioperato era e rimane lo stralcio dalle leggi delega della norma che tutela chi lavora dai licenziamenti senza giustificato motivo, uno stralcio fino a ieri sostenuto unitariamente da CGIL, CISL e UIL e dall’insieme del centro – sinistra. Se questo è l’obiettivo, non si comprende la scelta di CISL e UIL di accettare una trattativa con il Governo che si è limitato a proporre non il ritiro delle modifiche all’articolo 18, ma solo il rinvio della questione. Il provvedimento di modifica dell’articolo 18 sarà trasferito infatti dalle leggi delega e parcheggiato in un altro disegno di legge che peserà come una minaccia costante sulla trattativa tra le parti sociali. CISL e UIL, accettando questa condizione, corrono il rischio di prestarsi per se stesse e per l’insieme dei lavoratori ad un negoziato solo in perdita.

Questo Governo, che non ha mai nascosto la volontà di dividere il Sindacato, compie una scelta molto grave contro la coesione sociale e la tenuta democratica del Paese. Noi Comunisti non possiamo nasconderci i pericoli di isolamento della CGIL e non possiamo che augurarci una ricomposizione dell’unità sindacale oltre che l’allargamento dello schieramento di opposizione. Per questo occorre mettere in campo iniziative di lotta che abbiano il massimo respiro unitario e che non siano caratterizzate da un astratto massimalismo, come lo è invece la proposta di referendum per l’estensione dell’articolo 18 alle aziende sotto i 15 dipendenti avanzata da Rifondazione. Una proposta che introduce una diversificazione nello schieramento politico di opposizione e rigetta sotto l’ala di Confindustria anche quei settori imprenditoriali più perplessi sulla politica del Governo e di D’Amato.

I fatti hanno dimostrato che l’opposizione sociale può crescere ed ottenere risultati solo se si riesce a costruire un movimento di ampie alleanze che metta insieme lavoratori, ceti medi progressisti, giovani antagonisti, precari e tutti coloro che sono interessati ad un modello di società ispirato alla solidarietà e non all’egoismo.

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Pubblicato il 17 Giugno 2002
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