Il risparmio responsabile? Per molti ma non per tutti

Acceso il dibattito all'università di Varese sulla "Campagna di pressione alle banche armate"

Una buona occasione per riflettere ed agire. Questo il risultato della serata "Banche Trasparenti" organizzata nell’Aula Magna dell’Università di Varese da Rete di Lilliput e Lista Studenti Democratici. Di alta qualità la lista dei relatori, tra i quali sorprendeva la presenza di un dirigente di Banca Intesa, il professor Giuseppe Soriani.

Il dibattito, moderato da Carlo Gubitosa, collaboratore di PeaceLink e Altreconomia, si è snodato su due temi principali: la presentazione della "Guida al Risparmio Responsabile", realizzata dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Vecchiano (PI), che analizza il comportamento di diversi istituti di credito italiani (distribuendo voti molto bassi) e l’aggiornamento della “Campagna di pressione alle banche armate”, promossa da tre riviste del mondo cattolico, che chiede alle banche di confermare o smentire il coinvolgimento in operazioni di esportazione di armi.
Massimo Ronchieri, del CNMS, illustrando la Guida e i motivi che hanno portato alla sua realizzazione, ha spiegato quanto sia difficile ottenere informazioni: al questionario inviato nel gennaio del 2001 hanno risposto 13 banche su 874 contattate.

Sormani ha cominciato con una richiesta di verità e precisione – che da lì a poco avrebbe smentito per primo dando informazioni inesatte sul commercio equo – e ha cercato di deviare la discussione invitando a cercare le responsabilità non tra le banche che, a suo dire, non possono esimersi dall’operare con le aziende belliche, «clienti molto ricchi con le cui operazioni le banche non guadagnano niente», ma tra i parlamentari che «noi tutti abbiamo scelto». Ha accusato il CNMS di avere scritto cose false sulla Guida – ma non ha detto quali – e ha rivendicato tutti i suoi meriti (come dirigente del Banco Ambroveneto). Mosso probabilmente da ottime intenzioni, Sormani è apparso però un po’ troppo tecnico nel suo approccio alla serata, deludendo chi si attendeva parole di apertura e reale cambiamento.

Preciso e pungente, padre Giorgio Beretta saveriano della rivista Missione Oggi, ha confermato come la Campagna "Banche Armate" sia una veramente una lotta dura, avendo come interlocutori soggetti poco (o per nulla) trasparenti, ma che alcuni risultati sono stati raggiunti (Unicredito e Monte dei Paschi  hanno annunciato voler di lasciare il business dei finanziamenti alla produzione militare). Ha snocciolato dati inquietanti (il 75% degli armamenti esportati dall’Italia hanno come destinazione Paesi extra-NATO, alcuni dei quali impegnati in conflitti) e ha punzecchiato il rappresentante di Banca Intesa chiedendo per quale ragione il suo istituto – così illuminato – ha appoggiato una transazione di prodotti bellici verso l’India, paese in guerra con il Pakistan.

Dal pubblico – erano circa sessanta persone in sala – sono giunti diversi stimoli sotto forma di domande (a volte un po’ troppo condite di polemiche) a coronamento di una serata ben riuscita che si è conclusa con la consapevolezza che le occasioni per essere risparmiatori responsabili esistono (Banca Etica, le Mag, il risparmio sociale delle cooperative) ma che è possibile anche modificare i comportamenti di colossi che, colpiti nei punti deboli, dimostrano di non essere intoccabili.

www.banchearmate.it
www.retelilliput.org

www.peacelink.it

www.nigrizia.it

www.paxchristi.it
 
http://www.saveriani.bs.it/missioneoggi/

www.altreconomia.it

www.bancaetica.it

 

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Pubblicato il 15 Giugno 2002
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