«Respinti trenta italiani a Tel Aviv»
Cronaca di Walter Zaffaroni recatosi in Palestina per partecipare alla marcia della pace organizzata da pacifisti israeliani e palestinesi
riceviamo e pubblichiamo
Le autorità israeliane continuano a respingere i membri delle delegazioni internazionali in arrivo a Tel Aviv per partecipare alla catena umana per la pace, indetta congiuntamente da israeliani e palestinesi per il 29 giugno. Ai trenta italiani respinti nei giorni scorsi, si sono aggiunti altri 15 italiani di Action for Peace, sequestrati al Ben Gurion Airport dalle 15 di domenica 23 giugno.
Dopo un lungo interrogatorio i 15 sono stati rinchiusi per tutta la notte in uno stanzino chiuso a chiave, in attesa del reimbarco, che dovrebbe avvenire nel tardo pomeriggio di oggi. Solo l’interessamento dell’ambasciata italiana a Tel Aviv ha permesso loro di ricevere acqua e cibo.
Tutto ciò sta avvenendo, nel pressoché totale disinteressamento dei media, nonostante le continue pressioni di parlamentari della Knesset sul Ministero degli Interni Israeliano e le assicurazioni fornite da Peace Now (movimento pacifista israeliano, copromotore della catena umana) che ha garantito per la delegazione italiana.
La catena umana del 29 giugno è la prima manifestazione per la pace promossa unitariamente da palestinesi ed israeliani dall’ultima invasione israeliana delle città palestinesi. È sostenuta da parlamentari ed intellettuali israeliani ed è stata regolarmente autorizzata dalle autorità competenti dello Stato ebraico.
Le delegazioni in arrivo dall’Italia, organizzate da Action for Peace e dalla Tavola della Pace, sono composte da rappresentanti delle Regioni Campania, Toscana ed Umbria, di Enti locali, di organizzazioni sindacali, associative, pacifiste e di partiti politici.
Walter Zaffaroni
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