Al lavoro per ripristinare la normalità

Via vai di condomini in mattinata per recuperare effetti personali. Inagibile l'intero civico 35. Ancora un mistero la dinamica dell'accaduto

Un grande andirivieni di persone questa mattina nella corte dei condomini in via 35 di via Cantoreggio, dove l’esplosione di ieri sera ha causato un morto e due feriti. L’appartamento dove La Versa viveva è completamente sventrato e si vedono ancora i segni dell’incendio sviluppatosi a causa della vampata di fuoco che il gas, nell’esplosione, ha prodotto. E ci si ferma qui nella dinamica di quanto successo perché non è ancora dato sapere cosa sia accaduto di preciso all’interno dell’abitazione dell’infermiere.
I vigili del fuoco di Varese stanno lavorando per abbattere i vetri e gli infissi ancora pericolanti, e sul posto sono presenti le forze dell’ordine per evitare che i curiosi si avvicinino troppo al condominio. Completamente inagibile il civico 35 mentre rimane ancora pericoloso l’ultimo piano al numero 33. Nella mattina di oggi numerosi sono i condomini che si sono recati nelle abitazioni, scortati dai vigili del fuoco, per recuperare gli effetti personali e soprattutto il contenuto di freezer e frigoriferi che da ore non funzionano a causa della mancanza d’elettricità. Tecnici Aspem e l’ingegnere di una ditta privata sono sul posto per gestire gli allacciamenti del gas, ancora assente. L’assessore alla protezione civile Alessio Nicoletti fa sapere che non c’è stato bisogno di ospitare i cittadini rimasti senza abitazione nelle strutture predisposte dal comune, anche se l’agibilità degli appartamenti di via Canotreggio è tuttora al vaglio dei vigili del fuoco.
«Ho passato la notte dai miei parenti – dice la signora Trivini, che abita al piano rialzato del civico 35, accompagnata dal figlio, una delle 16 famiglie che ha dormito fuori casa – e non so ancora quando potrò rientrare». Anche Franca Vedovani, con tanto di elmetto dei pompieri in testa, ritorna nel suo appartamento, al terzo piano, proprio sotto quello esploso. «Da ieri sera non m’è ancora passata la paura, così come al mio cane, salvato dai vigili del fuoco. La notte l’ho trascorsa, in compagnia dei miei famigliari, nella casa di mio fratello, a Morazzone».
Circa la giovane vittima, molte persone che abitano nella sua stessa corte poco hanno da dire. «Non lo conoscevamo» è il commento più frequente, anche se qualcuno scarta l’ipotesi della disgrazia: l’uomo, sbalzato da più di dieci metri indossava abiti"da casa": pantaloncini corti, forse addirittura boxer, e una maglietta. Elementi che possono far supporre, secondo alcuni, che il giovane si trovasse in casa al momento dello scoppio, anche se saranno gli inquirenti in queste ore a sciogliere i dubbi sull’accaduto.


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Pubblicato il 30 Luglio 2002
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