Antenne Wind, la protesta arriva al Prefetto

Nella mattinata di domani l’atteso incontro pubblico con l’amministrazione. A Buguggiate intanto trova casa un'antenna mobile

Continua la protesta dei cittadini di Comerio contro il ripetitore per telefonia mobile che la Wind vorrebbe posizionare in via Sacconaghi. Dopo lo stop ai lavori imposto dagli stessi cittadini lo scorso mercoledì, oggi una comunicazione del comitato, nato per l’occasione giunge al Prefetto. 
E se in questo comune l’antenna non ha trovato radici, a Buguggiate è invece stata posizionato proprio ieri un impianto provvisorio (foto). Come ha spiegato il primo cittadino Alessandro Vedani, l’antenna resterà per un anno in quest’area isolata che si trova sul confine con Gazzada. «Poiché è un impianto non fisso, la sua potenza è ridotta di un decimo rispetto a quelle fisse e per questo non necessita del parere preventivo dell’Arpa». Per questo impianto il Comune percepirà una sorta di canone di affitto pari a trenta milioni delle vecchie lire. E poi?  L’unica cosa sicura per il momento che questa posizione non è quella definitiva. Votata all’unanimità nell’ultimo consiglio comunale del 28 giugno, l’impianto mobile non è stato attaccato almeno in sede istituzionale.

A Comerio invece la protesta è arrivata al Prefetto. Lo fa sapere Roberto Troian, uno degli estensori di quest’iniziativa, tra i più attivi nella raccolta firme. «Abbiamo deciso di coinvolgere il Prefetto informandolo ufficialmente di ciò che sta accadendo a Comerio con un documento che ricostruisce la cronistoria dei fatti. Apprendiamo inoltre che in comune si sta optando per lo spostamento dell’antenna in un’altra area, e questo ci rincuora. Vedremo nella riunione che si terrà domani alle 10 in municipio quali saranno le comunicazioni del sindaco, che ci auguriamo ufficializzi queste voci dando risposte agli abitanti di Comerio».
Una momentanea vittoria, insomma, che non fa tuttavia abbassare la guardia ai cittadini, intimoriti del danno ambientale e del detrimento economico degli immobili che deriverebbe dall’installazione.
«La raccolta firme continua – conclude Troian – per sensibilizzare il più possibile la gente. Il comitato costituitosi a difesa della salute dei cittadini continuerà nella campagna di informazione circa i possibili rischi di queste installazioni, avendo nel comune di Comerio, dal quale siamo direttamente rappresentati, il nostro interlocutore privilegiato».

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Pubblicato il 05 Luglio 2002
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