Parco del Ticino, un’oasi a rischio cemento
L'assemblea dell'ente chiede alla Regione di bloccare Malpensa
Un parco minacciato, al centro di interessi contrapposti, a due passi dal più grande aeroporto italiano. Sono giorni difficili per il Parco del Ticino, l’ente regionale che salvaguarda l’ecosistema della valle, sede di uno dei canali migratori più importanti di Europa e di un ecosistema complesso.
Dopo le polemiche dimissioni del presidente Luciano Saino, l’assemblea del 29 giugno, su proposta del Cda, ha approvato un documento all’unanimità, in cui si ribadisce la volontà di chiarire il ruolo del parco al cospetto soprattutto di Malpensa e della sua espansione.
47 comuni e 3 province si rivolgono quindi alla Regione. Al presidente del consiglio Fontana chiedono una sollecita approvazione del progetto sull’aerea protetta lungo la fascia fluviale. «Una forma di tutela ancora più marcata che potrebbe renderci più tranquilli» spiega il presidente ad interim Maurizio Maggioni. Ma non solo.
I vertici del Parco vogliono incontrare la Giunta regionale per chiedere strumenti concreti per riconducano Malpensa a un processo «regolato, misurato e valutato». Parole sfumate, ma che si riferiscono alla necessità che il Pirellone, che in sostanza governa il territorio, dica no all’invasione della Malpensa.
«Ci chiediamo quale sia il futuro del Parco – afferma Maggioni – perché oggi la difficoltà è evidente. Siamo di fronte al pericolo di una marginalizzazione. Noi abbiamo posto sul piatto questi temi, ci aspettiamo un chiarimento».
Malpensa, strade, cementificazione, urbanizzazioni sarebbero dunque i nemici numero uno del Parco, ma anche le acque, secondo i vertici, rappresentano un problema. «Diversi affluenti – aggiunge Maggioni – inquinano il Ticino con scarichi industriali senza che sia possibile intervenire. Anche questa è una priorità da affrontare».
Il clima rimane tuttavia teso. Per qualcuno, infatti, occorrerebbe una politica ancora più decisa. Maurizio Rivolta, consigliere nazionale del Wwf, si è dimesso due giorni fa in polemica con il presidente ad interim. «L’assemblea del Parco – ha scritto Rivolta in un comunicato stampa – non ha voluto affrontare i molti temi scottanti che coinvolgono il territorio del parco, Malpensa in testa, temiamo per nascondere orientamenti diversi sul ruolo che il Parco dovra’ giocare in futuro».
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