Pedemontana, e se fosse un’opera inutile?

Uno studio mette in dubbio l'utilità dell'opera. «Ristutturare le strade esistenti costa meno ed è più efficace»

Conto alla rovescia per l’arrivo a Cassano del megaprogetto Pedemontana. Mancano anni, in realtà, ma la discussione è già molto viva. Sul fronte dei naturali oppositori dell’opera, l’associazione ambientalista Legambiente. Il sodalizio storce ovviamente il naso, ma solo. Presenta alla città un quadro interpretativo teorico per dire che della nuova autostrada non c’è bisogno. 
Il circolo di Cassano ha organizzato lo scorso 25 giugno una serata in cui il tema è stato sviscerato, grazie anche al contributo dell’ingegner Andrea Debernardi, che su incarico della Regione e di una sessantina di comuni lombardi ha realizzato un complesso studio sui flussi di traffico previsti. 
«Una parte fondamentale di questo studio – spiegano gli ambientalisti – ha riguardato l’area tra Busto Arsizio e Bergamo, abitata da circa due milioni di persone e ricca di imprese. Ne è emerso che i flussi di traffico sono per lo più a carattere "viciniale", cioè tra comuni adiacenti, o tra vari comuni e Milano».
Questo dato autorizzerebbe a pensare a uno sviluppo diverso della rete stradale prealpina. Un vero e proprio progetto alternativo " a rete". Di che si tratta? «La proposta prevede la riqualificazione di percorsi viari già esistenti e il collegamento con nuovi tratti allo scopo di attirare il traffico pesante e quello da attraversamento fuori dai centri abitati». Una ragnatela che unisca aeree commerciali, industriali e che dia fluidità al circuito viario, e che renda veloce entrare e uscire dai paesi. Diversamente, la costruzione di una grande arteria molto fuori dal centro abitato darebbe luogo ad almeno errori concettuali: la necessità di gettare altro cemento per le strade di collegamento con la pedemontana, un ulteriore spreco di territorio, e maggiori costi per tutti.
Anche sul beneficio rappresentato dalla maggiore velocità autostradale, Legambiente pone dei dubbi. I raccordi con l’autostrada potrebbero dilatare eccessivamente i tempi di percorrenza e i pedaggi innalzare i costi per gli imprenditori, con il rischio che i camion non si spostino dai centri abitati. Meglio, dunque, adeguare l’esistente, aggiungere segmenti di scorrimento, ed evitare le grandi opere. Per questo Legambiente chiede al comune di ritirare l’assenso alla costruzione della Pedemontana. Una proposta provocatoria e forse velleitaria, ma buona per ragionare sul futuro della città.

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Pubblicato il 17 Luglio 2002
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