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E adesso parte la mobilitazione. Finita la battaglia giudiziaria che ha legittimato la Merone a bruciare combustibile alternativo, la battaglia ingaggiata dalle associazioni non si ferma e promuove una manifestazione pubblica davanti al municipio di Ternate con continua mobilitazione davanti ai cancelli dello stabilimento. L’iniziativa è stata lanciata nel corso dell’assemblea che si è svolta ieri sera a Varano Borghi. Più di trecento i cittadini che hanno partecipato all’assemblea organizzata dal Coordinamento dei laghi, e molti anche i politici, rappresentanti del territorio a vari livelli. Se è vero che la sentenza del Consiglio di Stato è cosa definitiva, ora le associazioni come il Gobbino, i sindaci dei comuni che negli ultimi mesi hanno dato vita ad Agenda 21 puntano sui controlli. L’obiettivo è l’inquinamento zero e non il mantenimento dei dati di emissione sotto i livelli imposti dalla legge. Controlli seri, continuativi e che diano garanzie certe ai cittadini che si trovano a respirare le emissioni della cementeria. Perché se è vero che questo non è, e non sarà il secondo termodistruttore della provincia, quei fumi che di giorno sono candidi e di notte diventano neri, come testimoniano molti cirttadini, non rendono per nulla idilliaca la convivenza. Con questo fine si muoverà il Gobbino, l’associazione "Ambiente e cultura" nata per contrastare la delibera regionale che due anni fa circa aveva autorizzato l’utilizzo di combustibili pericolosi. «Le commissioni di controllo consultive non sono risolutive – ha detto il presidente Giovanni Ravasi – vogliamo un tavolo di confronto aperto a tutti, che sia un momento di partecipazione per i cittadini, il cui scopo deve essere quello di definire mezzi, criteri e modi con i quali vigilare sulle emissioni». Così faranno anche i sindaci dei comuni che hanno aderito ad Agenda 21, una forma partecipata per il miglioramento dell’ambiente. Giovanni Franzetti sindaco di Travedona Monate, comune capofila, ha proposto l’estensione della convenzione oggi esistente esclusivamente fra il comune di Ternate e la cementeria, a tutti i comuni del bacino del Lago di Monate. Sarà questo lo strumento per imporre un monitoraggio costante e una rete di centraline di rilevamento. Resta da convincere il comune di Ternate che attualmente ha i migliori strumenti per conoscere e imporre interventi. Ma si tratta anche del comune che sin dall’inzio ha fiancheggiato il cementificio. Per chiedere all’amministrazione comunale di convocare una sessione straordinaria del consiglio comunale dedicata all’utilizzo di questi combustibili e di rivedere la sua posizione, è stata indetta la manifestazione del 21 settembre alle ore 10 davanti al municipio. Non sono le uniche iniziative. A livello regionale si muoveranno anche due consiglieri regionali presenti a Varano. Giovanni Martina di Rifondazione Comunista avanzerà una mozione per chiedere l’annullamento della delibera che a suo tempo concesse di incenerire questi combustibili. Mentre Giampiero Reguzzoni della Lega Nord riproporrà l’iter che per mezzo di un passaggio dall’assessore regionale all’ambiente ha portato nella vicina Caravate dove sorge il cementificio Colacem ad installare delle centraline di rilevamento dell’Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente).
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