Negozi sempre aperti, la città si interroga

Il titolo di comune artistico apre la strada alla deregulation del commercio

Accolto da alcuni come un toccasana per rivitalizzare la città, il titolo di comune a rilevanza artistica, assegnato in agosto dalla Regione, suscita invece scetticismo e molta prudenza. Piedi di piombo, perché la presenza di una galleria d’arte, seppur bella e importante, e del museo della basilica, baluardo di una tradizione devozionale dedicata alla Madonna, non basteranno certo ad attirare un grande turismo culturale. Piuttosto, è la conseguenza di quel titolo, città artistica, a fare discutere, e molto, gli addetti ai lavori. Il decreto della giunta regionale consente alle città coinvolte di derogare alle normali aperture festive e domenicali dei negozi, rinfocolando una vecchia polemica, già vigorosa in altre città lombarde, tra le immense possibilità della grande distribuzione e le difficoltà dei negozi a gestione familiare. 
In realtà, la decisione del Pirellone ha colto un po’ tutti di sorpresa. Da una parte nessuno nega che vi sia la possibilità di dare vigore al centro storico, ma contemporaneamente associazioni e amministrazione non si nascondono che senza sinergie e organizzazione non si va da nessuna parte. Ma ne varrà la pena? Tralasciamo le potenzialità turistiche di Gallarate, francamente un po’ aleatorie. Veniamo al sodo. «L’opportunità c’è ma è difficile da valutare – dice Vittorio Crosta, presidente del comitato commercianti del centro – in fondo si tratta di trovare la formula giusta per creare interesse e far vedere le vetrine. E un po’ presto per poter valutare. Dipende anche dai benefici che porterà il nuovo arredo urbano. Ci vuole però la buona volontà di tutti. Per adesso sarei prudente».
Intanto Il vicesindaco Caravati ha già incontrato Ascom e presto parlerà anche con Confesercenti. «Dobbiamo valutare quanta gente in più potremo portare in città – dice Caravati -, pericoli non ce ne sono, ma un’apertura dei negozi va organizzata bene». Il decreto prevede la possibilità di aperture domenicali e festive per 150 giorni all’anno. Ai consumatori non dovrebbe dispiacere. In ogni caso si tratta di una possibilità in più. Con i centri commerciali, poi, si amplierà la possibilità di fare acquisti e spesa, anche in orari diversi. Ma per i lavoratori potrebbe esserci qualche guaio. «Rispettare i diritti dei lavoratori sarà molto più difficile – sostiene Lauro Pregnolato segretario provinciale di Filcams Cgil – e poi non credo che l’apertura domenicale possa portare grandi benefici. Potrebbe invece creare ancora più problemi al piccolo commercio, che fa fatica a reggere la concorrenza. E’ vero che Gallarate è stata dichiarata città artistica, ma mi sembra una scelta un po’ tirata per i capelli». Si ripropone lo stesso dibattito che ha coinvolto il capoluogo, dichiarato a suo tempo città turistica. Arte, turismo, negozi sempre aperti. E’ sviluppo sostenibile? La città è indecisa.

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Pubblicato il 06 Settembre 2002
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