Rifiutano di fare acquisti per combattere il caro prezzi

Quattro associazioni di consumatori invitano i cittadini a disertare i supermercati domani 12 settembre

Supermercati e negozi varesini vuoti. Questo è l’obiettivo, anche in provincia, di quattro associazioni di consumatori, che oggi, 12 settembre, chiamano i cittadini a una protesta nazionale contro l’aumento indiscriminato di prezzi e tariffe. Un segnale lanciato al mondo del commercio e allo Stato, firmato da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori.
Secondo le quattro associazioni la giornata di protesta lanciata lo scorso 5 luglio coinvolse già 5 milioni di persone. L’obiettivo di questa seconda mobilitazione è quello di sostenere «la richiesta alle istituzioni pubbliche e alla filiera distributiva, di atti di politica economica e distributiva che abbiano l’effetto di contenere l’aumento dei prezzi e delle tariffe dei servizi, allo scopo di difendere il potere d’acquisto» e rilanciare i consumi.
Il clima di recessione non aiuta, in questo momento, chi deve i conti con il salario. Le polemiche hanno coinvolto anche l’aumento delle tariffe pubbliche dei servizi e hanno provocato un blocco imposto dal Governo.
A Varese i commercianti hanno respinto le accuse di aver aumentato indiscriminatamente i prezzi. Un’associazione, la Confesercenti, ha qualche giorno fa denunciato invece il rincaro di molti servizi pubblici, che avrebbero pesato nei bilanci dei commercianti. 
Ma lo sciopero lanciato dall’Intesa dei consumatori non si rivolge solo contro le categorie del commercio. In realtà vengono richiesti controlli e adeguamenti al caro vita meno aleatori di quelli attualmente in vigore. I consumatori mirano in particolare a una revisione dei criteri di rilevazione per gli indici di aumento dei prezzi. 
Al fianco degli indici in vigore le associazioni ne propongono uno per le categorie sociali meno abbienti. E poi una commissione Istat per il controllo di calcolo dei prezzo al consumo. Contro l’istituto di statistica, non manca un pizzico di polemica. I dati dell’agosto 2002 sarebbero «un’offesa ai cittadini consumatori, i quali oltre a pagare quotidianamente aumenti ingiustificati, devono subire la beffa dell’Istat, le cui rilevazioni sembrano state effettuate sulla Luna».

 

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Pubblicato il 11 Settembre 2002
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