Aspem, questa separazione s’ha da fare
Bocciata la richiesta di sospensione chiesta dalla minoranza. La maggioranza vota compatta la divisione della società
| Da oggi l’Aspem cambia faccia. Ci vorranno ancora dei tempi tecnici, ma la "vecchia" municipalizzata, così come l’abbiamo conosciuta finora non esisterà più. Si chiude così un lungo iter iniziato una decina di anni fa e che ha avuto un ultimo impulso forte nella finanziaria dello scorso anno quando un emendamento alla legge finanziaria proposto da Giorgetti e poi approvato, ha dato il la alla scorporazione delle municipalizzate in due diverse realtà. Da una parte una società che si occuperà delle strutture e dall’altra una seconda che gestirà i servizi. Tutto questo segue un preciso piano di privatizzazione e liberalizzazione. Il Consiglio comunale su questa questione si era aperto con una richiesta di Alessandro Alfieri di sospendere la discussione e rimandarla a dopo aver fatto una serie di ulteriori valutazioni. Mancano infatti indicazioni precise su quale sarà il futuro delle società. Non esiste un piano industriale. Il voto, dopo l’intervento dell’assessore Taddei è risultato scontato. La maggioranza ha bocciato la richiesta di sospensione ed è andata dritta per la propria strada. «La divisione, per poter essere in regola in futuro, va fatta per legge entro il 31 dicembre e non ha grande importanza quale sarà la composizione sociale. Dobbiamo prepararci al mercato e Aspem deve crescere e diventare più competitiva. Per questo si può agire senza indugi e non ha nessuna connessione il discorso della nascita della holding provinciale». La discussione è stata lunga e articolata, soprattutto da parte della minoranza che ha mantenuto un atteggiamento fortemente critico di fronte alla chiusura della maggioranza. Per Alfieri c’è ancora troppa confusione in materia di servizi pubblici. Oltre tutto la norma del 2001 è soggetta a una decisione della Corte costituzionale. Gli altri consiglieri del centrosinistra sono intervenuti tutti in modo critico sollevando molte perplessità sul metodo e anche sul merito della questione. La posizione più netta è stata quella di Angelo Zappoli che ancora oggi non ritiene giusta la privatizzazione di un servizio essenziale come l’acqua. Anche dai banchi della Margherita si sono levate voci critiche contro una decisione che di fatto non ha trovato risposte alle domande dell’opposizione. «Perché si fa fatica ad entrare nel merito della questione, – ha domandato a voce alta Montalbetti, – noi siamo qui per fare gli interessi dei cittadini e se questo è l’esempio che diamo, non ci siamo proprio». Il voto ha sancito in modo netto la separazione tra maggioranza e minoranza, con quest’ultima che si è differenziata nel voto, Rifondazione e Lista Fassa hanno votato contro mentre Ds e Margherita hanno lasciato l’aula. Nessun problema per la maggioranza che ha ottenuto tutti i suoi 25 voti. |
|
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su Il cordoglio per la morte di Maria Pellegatta
Felice su Leonardo cambia guida: Roberto Cingolani non è più amministratore delegato
GrandeFratello su I tulipani piantati "contro l'abbandono" a Villa Toeplitz a Varese
principe.rosso su Un pilota, mille invisibili
Lena Bandi su Nursery Cryme: le filastrocche e quella paura, un po' vittoriana, del sesso di Peter Gabriel
Kethav su Ecco il video di Clara girato nel varesotto: dal Prins Willem alla fattoria Pasquè, tutti i protagonisti






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.