Caso De Gasperi, polemica infinita tra Gilli e Pozzi

Il consigliere comunale diessino risponde alle al sindaco Gilli

riceviamo e pubblichiamo

In merito alla risposta del Sindaco alla mia nota sul busto a De Gasperi ritengo necessarie alcune osservazioni, visto il tenore della stessa.

Essere definito “zelante”, come scrive il Sindaco, può fare piacere se appare un giudizio positivo per come uno cerca di svolgere al meglio un determinato ruolo, se usato per denigrare come sembra apparire dal testo non è per nulla piacevole. Zelante, anzi, mi sembra il Sindaco quando cita gli articoli del codice civile: bastava semplicemente rispondere in merito. In tale risposta, peraltro, non ho rilevato smentite rispetto a quanto ho evidenziato in base alla lettura della delibera relativa.

Vi è stato un errore da parte della ditta appaltatrice? Bene, ne prendiamo atto. Nella sostanza, comunque, il Sindaco non ci fa sapere se è stato contestato e sarà cambiato e modificato tutto il busto (compresa la testa dello stesso) o solo la giacca rivoltata a specchio.

Tutto il resto, francamente, lo lascio al suo giudizio personale: mi trovo ad essere “paladino di Alcide De Gasperi”, addirittura mettendomi a confronto con Palmiro Togliatti (?), solo perché ho scritto che dal busto “non traspare alcunché dell’animo del personaggio, che sa tuttalpiù di caricatura”. Quanto onore!

Personalmente anch’io non ritengo che il monumento fatto “a putrelle” citato dal Sindaco e posizionato in Corso Italia nel 1998 fosse una grande opera d’arte: però la sua funzione era ben diversa. E’ il caso di ricordare al Sindaco ed ai cittadini che quel “monumento” era stato proposto da Architetti proposti dal Comitato che era stato costituito per organizzare iniziative in commemorazione del Cinquecentesimo del Santuario di Saronno ed aveva lo scopo di attrarre l’attenzione dei saronnesi e di tutti coloro passavano per il centro sull’evento; è stato un “Totem” di richiamo, di promozione dell’evento stesso che doveva avere ed ha avuto una scadenza provvisoria. E’ da ricordare, inoltre, che per quell’intervento  l’Amministrazione Comunale non aveva pagato una lira, visto che era stato sponsorizzato da una azienda.

Era, evidentemente, una cosa ben diversa di un busto che viene posizionato per restare per molto tempo, a ricordo anche per future generazioni. A proposito degli accostamenti che il Sindaco fa con stili del “realismo socialista”: confesso di non sentirne né averne mai sentito la mancanza, sembra a me e, pare, anche ad altri cittadini che sia proprio il nuovo monumento ad ispirarsi a tale forma di espressione.

Ma queste sono opinioni personali che, forse, non interessano a nessuno.

Marco Pozzi
capogruppo consiliare dei Democratici di Sinistra


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Pubblicato il 12 Ottobre 2002
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