Collegamenti e Castello di Belforte le preoccupazioni di Amici della Terra

Arturo Bortoluzzi scrive all'assessore alle Grandi Opere del comune Franco Taddei

Egregio Assessore, 
abbiamo apprezzato che, come abbiamo potuto leggere sulla stampa locale, Lei abbia voluto tenere ferma la linea di condotta precedentemente assunta dal Sindaco di Varese e dall’Ufficio Piano Strategico dell’Area Varesina, una chiara posizione a favore di un collegamento ferroviario per Varese verso Nord e verso Malpensa non di basso profilo (a un solo binario) bensì a pluralità di binari e in grado di connettere Varese alla maglia europea, in modo da poter garantire miglior futuro alla nostra città e una maggior fluidità dei traffici (in particolare delle merci) provenienti dal centro e nord Europa verso l’aeroporto di Malpensa e il porto di Genova. I nodi di Como e di Luino (quelli scelti dalle FS per il trasporto delle merci) sono infatti già prossimi alla saturazione e se il trend delle merci continuerà a crescere al livello di oggi presto diverranno insufficienti ad accogliere in Italia tutti i traffici provenienti da Nord. Ben venga, quindi, che il primo collegamento internazionale su ferro che verrà realizzato da tempo in Italia (appunto la Arcisate-Stabio), non venga progettato solo per persone ma anche per merci.

L’invito che Le facciamo è di voler continuare a tenere questa linea, cercando di portare ad attuazione un progetto minimamente completo e in grado di poter dare sviluppo all’area varesina fermo restando la primaria necessità di tutela delle sue alte valenze ambientali e che le opere che saranno all’uopo realizzate abbiano un saldo ambientale almeno prossimo allo zero. Ciò detto, ribadiamo come si debba cercare di perseguire ad ogni costo la possibilità di attuare, in un’ottica di lungo periodo, non solo collegamenti regionali (quale appunto la Arcisate-Stabio) ma sia opportuno lavorare nell’ottica di collegare ad alta capacità Varese con Malpensa e Alp-Transit. In questo senso va intesa le lettera che il Sindaco del Comune di Varese, Professor Aldo Fumagalli, ha scritto al Ministro Lunari. Altro "grande" progetto sul quale vorremmo vederLa attiva, è la stabilizzazione delle mura del Castello di Belforte, da poco diventato quasi interamente patrimonio comunale per donazione della maggioranza dei suoi originali proprietari. Lo stesso è ormai in procinto di crollare definitivamente se non si daranno alle imprese incaricate della stabilizzazione tutte le necessarie garanzie finanziarie perché possa essere svolto questo indispensabile lavoro. Dopo il crollo della Cascina Guaralda, il Castello di Belforte resta l’ultima memoria storica della quale possa fregiarsi il Comune di Varese, testimonianza irrinunciabile della storia cittadina. Monumento di alto pregio, edificato nei primi decenni del 1600 sopra i ruderi di un luogo fortificato, risalente al Medioevo che costituisce un bene di rilevanza che trascende senz’altro l’ambito comunale sia sul piano architettonico e paesistico, che per le valenze storiche del sito, interessato già dagli eventi imperniati sulle vicende del Barbarossa e del Risorgimento fino alla battaglia garibaldina del 1859. Settimana scorsa c’è stato un nuovo crollo della parte medievale non sorretta dai ponteggi che ancora oggi sostengono la parte seicentesca. Un definitivo crollo rischierebbe di porre in pericolo la vita di coloro che abitano presso il Castello (la famiglia degli antichi custodi) e/o di coloro che si trovassero a passare in Viale Belforte (che corre proprio al di sotto del Castello). La preghiamo perciò di voler prendere in mano questa questione e di voler motivare il Sindaco di Varese a far pesare tutta la sua leadership perché il Comune di Varese possa dare ampie garanzie ai costruttori rispetto ai pagamenti che saranno fatti dal Comune per il loro intervento (massimo 350 milioni) ovvero perché siano trovati privati che abbiano la volontà di sostenere questa operazione. Ieri, 10 ottobre 2002, si è svolta una Commissione Ambiente del Comune di Varese presieduta dal Geometra Luigi Federiconi, alla quale la scrivente associazione era invitata a partecipare, avente proprio per oggetto la necessità di un pronto intervento per il Castello. Tutti i gruppi politici presenti (di maggioranza ed opposizione) hanno detto di voler sostenere con forza la necessità della stabilizzazione del Castello prima di un eventuale crollo. Contiamo, voglia farsi carico di tradurre queste dichiarazioni in fatto concreto. Così facendo farà un alto servizio alla Sua città: il mantenimento e la conservazione della sua storia e delle sue radici. Il Castello è un valore non rinunciabile, è la radice originaria della città di Varese; è il riferimento per la sua riorganizzazione e il rafforzamento di significati e di preziose relazioni sociali. E’ nel cuore di ogni varesino. Tanto dovevo e, in attesa di un cortese e sollecito riscontro, porgo cordiali saluti.

Il Presidente 
Arturo Bortoluzzi

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Pubblicato il 14 Ottobre 2002
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