Comunità Montana: «nuovi equilibri solo sui programmi»

Le dichiarazioni del capogruppo dell’Ulivo Gianpietro Ballardin dopo lo strappo nella maggioranza nell’ultima seduta. Per il presidente Andrea Savini «sono in corso verifiche all’interno e all’esterno della maggioranza

È ancora aperta la ferita provocata dalla lettura del documento col quale otto componenti della maggioranza di Comunità Montana sono usciti dall’attuale coalizione, che già le parti interessate sono al lavoro per ricucirlo. E non è detto che i pezzi del governo della Valcuvia siano gli stessi. Anzi.
Se, infatti, il presidente dell’ente di pazza Marconi parla di «verifiche doverose, che sono tuttora in corso sia all’interno che all’esterno della maggioranza», sembra muoversi qualcosa anche nello schieramento avversario.
Come si ricorderà, l’assemblea passata è già la terza in cui il gruppo dell’Ulivo vota a favore di posizioni proposte alla maggioranza per approvare documenti importanti proposti dal direttivo. Una semplice posizione bipartizan, per far vivere e funzionare l’ente oppure vere avances politiche per un "rimpasto" che comprenda anche membri dell’Ulivo in un possibile prossimo direttivo?
«Il nostro principale obiettivo – spiega Gianpiero Ballardin, capogruppo dell’Ulivo in comunità montana e sindaco di Brenta – è stato nelle ultime sedute quello di dare la possibilità alla Comunità Montana di lavorare. Per questo più di una volta abbiamo parlato di una nostra scelta responsabile nel votare a favore di alcuni punti importanti per la vita amministrativa dell’ente. Certo occorre secondo noi lavorare sui programmi. Se vi fossero ipotesi di accoglimento di alcuni punti importanti per la Valcuvia, non si esclude la possibilità di impegni di governo a livello di direttivo. In particolare sono tre le questioni che riteniamo prioritarie: il progetto Perla, per lo sviluppo dell’economia silvestre e degli agriturismi, l’adesione all’Agenda 21, sulla quale ci siamo già espressi positivamente, e la revisione dello statuto della comunità montana».
Cauto nella risposta lo stesso presidente, Andrea Savini. «Si tratta di tre punti che riguardano lo sviluppo della Comunità Montana e che hanno un’importante valenza – ha affermato il presidente. Ritengo sia ancora prematuro affermare con precisione ciò che succederà, sta di fatto che nell’ultima seduta 25 consiglieri hanno votato a favore delle proposte formulate dal direttivo».


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Pubblicato il 04 Ottobre 2002
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