Concilio Vaticano II un faro per il cammino della Chiesa
L'11 ottobre 1962 prendeva l'Assemblea Conciliare che portò importanti innovazioni
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Riceviamo e pubblichiamo L’11 ottobre 1962 si apriva il Concilio Vaticano II. È stato un momento di grazia per la Chiesa e per il mondo e continua essere un faro per il cammino della Chiesa. "Un evento provvidenziale" come sottolineava Papa Giovanni Paolo II (Novo Millennio Adveniente, n. 18). Come Azione Cattolica Ambrosiana vogliamo ricordarlo e consegnarne la memoria viva alle generazioni più giovani che di quella stupenda stagione rischiano di ignorare la grandezza.
Dal Concilio abbiamo ricevuto anche il dono di una Chiesa popolo di Dio che, nella diversità dei ministeri e dei carismi, chiama tutti alla corresponsabilità nella missione nel e per il mondo. Una Chiesa aperta al dialogo ecumenico per ritrovare l’unità evangelizzatrice, ma anche capace di un dialogo sincero con i credenti delle grandi religioni del mondo e pronta a collaborare con tutti gli uomini di buona volontà per mettersi al servizio della pace e della giustizia. Un Chiesa che deve, però, ancora oggi, far maturare molti frutti del Concilio, come ci ricordava anche il nostro Arcivescovo, cardinal Dionigi Tettamanzi, nell’omelia che ha accompagnato il suo ingresso in Diocesi:
Occorre sottolineare come non sempre il volto della Chiesa che il Concilio ci ha consegnato sia il volto delle comunità cristiane che noi incontriamo: tanto ancora c’è da fare per realizzare quegli insegnamenti. Per questo crediamo, come Azione Cattolica, che la memoria del Concilio, soprattutto in occasione del 40° anniversario della sua apertura, debba essere tenuta viva. Intendiamo dunque rinnovare l’impegno a metterci, da laici, al servizio della Chiesa e del mondo, insieme con i nostri pastori, per custodire quella che pensiamo sia stata la più significativa esemplarità del Concilio: essere docili all’azione dello Spirito che sa fare nuove le cose, mantenere viva la tradizione, sostenere il rinnovamento e orientare i passi sulla via della fedeltà al Vangelo per il bene di tutta l’umanità. Il ricordo di quel giorno si fa preghiera per ringraziare e per invocare che, oggi come allora, lo Spirito che guidò i Padri conciliari negli anni del loro lungo ma felice lavoro continui a soffiare nella Chiesa. Con entusiasmo vogliamo consegnare ai giovani il testimone del Concilio perché non vada persa la passione che in quella stagione animò la Chiesa tutta e contagiò il mondo intero. La presidenza diocesana |
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