Il Comune ha acquistato il cinema Condominio

Firmato l'atto in municipio. Lo gestirà una fondazione destinata a diventare la cabina di regia della cultura

Dopo aver vissuto una umiliante condizione di deserto culturale è ufficialmente cominciata la rinascita di Gallarate. Alle 11.50 è stato firmato l’atto di cessione al Comune dello storico cinema teatro Condominio. Un vecchio stabile da 1500 posti, in pieno centro, destinato a diventare una sala polivalente per musica, teatro, cinema e convegni. 
Lo gestirà, probabilmente, una fondazione, istituita dall’amministrazione comunale. Non un semplice espediente per ottenere fondi pubblici, ma una vera e propria cabina di regia, da cui gestire e orientare la politica culturale della città, attraendo capitali privati. 
Il progetto, accennato questa mattina dal sindaco Nicola Mucci, prevederebbe un’offerta culturale a trecentosessanta gradi. La Fondazione gestirebbe infatti il Condomino, il Teatro del popolo, la nuova galleria d’arte, forse anche le attività della biblioteca, tutte sotto il cappello dell’ente pubblico. 
E a completare il quadro ci saranno il nuovo multisala in costruzione, lo storico Cinema Teatro delle arti, il Teatro Nuovo di Madonna in campagna e naturalmente la biblioteca comunale, che l’amministrazione vorrebbe portare a Palazzo Minoletti. 
Il quadro che ne esce è affascinante e ambizioso ma di notevole complessità. Solo tra progettazioni e iter burocratici rischiano di passare anni, per non parlare dei costi di costruzione e ristrutturazione dei due teatri e della galleria d’arte, le varie consulenze annesse, i costi di gestione e infine il pericolo che la domanda sia sproporzionata all’offerta.
Eppure, Nicola Mucci e il vicesindaco Paolo Caravati si sono mostrati ottimisti, per non dire euforici. «Abbiamo rispettato tutte le tappe – ha detto il primo cittadino – entro la fine dell’anno avremo il progetto preliminare». Il bando per i professionisti è stato approvato nel primo pomeriggio, nella riunione di giunta. In tre anni dovrebbe essere tutto pronto. 
Il Condomino è costato 3 miliardi e 700 milioni di vecchie lire, ma il comune non ha scucito un soldo. E’ bastato votare sì all’ampliamento dell’Hupac, per ottenere dalla società Termi l’acquisto e la cessione a titolo gratuito dell’immobile.
Sullo stato di salute del palazzo i vertici di via Verdi si dicono soddisfatti: «L’ultimo sopralluogo ci ha confermato la tenuta strutturale dell’immobile» hanno assicurato sindaco e vicesindaco (stranamente assente l’assessore alla cultura Roberto Delodovici). Se le cose dunque stanno così non ci dovrebbe essere nessuna lievitazione improvvisa dei costi. Il problema parcheggi verrà affrontato in seguito. 
Di concreto c’è adesso la firma sul documento, le stretta di mano tra gli amministratori pubblici, il notaio, gli ex proprietari e la Termi. Il Condominio torna alla città dopo un decennio di chiusura. Furono le 8mila firme raccolte dal comitato per la sua rinascita, fortemente appoggiato da An, a riaprire la vicenda. Il centrodestra, poi, aveva fatto sua la volontà di compiere questo passo. Adesso comincia il bello.

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Pubblicato il 07 Ottobre 2002
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