«Malpensa fuorilegge», il rumore dei comitati

Una manifestazione di protesta indetta dai Covest, Unicomal e Legambiente contro la politica "espansionistica" del mega-hub

Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire. Una facile battuta, ma i circa cinquecento manifestanti (questa la cifra ufficiale, 2500 secondo gli organizzatori), presenti all’aeroporto di Malpensa con tanto di gonfaloni comunali, striscioni e altoparlante che riproduceva il rombo di un aereo, erano lì anche per quello e non solo. Si manifestava infatti contro l’impatto ambientale, il rischio di trasformazione di Malpensa in cargo city, per l’equa ripartizione delle rotte, per evitare la costruzione della famigerata terza pista, fino alla regolamentazione dei voli notturni. Questo il corposo menù che i 20 sindaci aderenti al Covest (Coordinamento Enti Locali dell’Ovest Ticino), insieme a Legambiente e all’Uni.Co.Mal lombardo, hanno servito sul piatto della protesta ai dirigenti Sea nel giorno del quarto anniversario dell’inaugurazione dell’hub della brughiera. Con loro i rappresentanti dell’ente Parco del Ticino Piemonte e dell’ente Parchi delle riserve naturali del Lago Maggiore, i sindaci di Sesto Calende, Vergiate, Golasecca, Somma Lombardo, l’assessore Girardi di Lonate Pozzolo e l’opposizione di Ferno, Mario Bandiera della Pastorale sociale e del lavoro, "La giustizia e la pace" della curia di Novara.

L’accesso alle rampe è stato chiuso fin dalla prima mattinata dalle auto della polizia, che dirottavano il traffico verso il parcheggio di lunga sosta. Il corteo, che si snodava per circa un chilometro e mezzo, si è incolonnato lentopede agli "Arrivi" del terminal 1 verso le 10 e 30 ed è giunto alle "Partenze" in poco più di un’ora, dove ad attenderli c’era un gazebo con i documenti dei comitati e un simbolico muro in polistirolo.
«Malpensa fuorilegge, Malpensa fuorilegge», il grido dei manifestanti prendeva il posto del rombo dell’altoparlante e gli organizzatori si avvicendavano negli interventi. « Malpensa 2000 – ha ricordato il presidente dell’Unicomal Lombardia – è ormai stato bocciato dal mercato e noi ripetiamo che ciò dipende dalle strategie sbagliate. Vani sono e saranno i tentativi di rianimarlo. I politici, gli economisti, gli affaristi si rassegnino: si deve puntare sul sistema aeroportuale del nord Italia dove c’è un aeroporto ogni 50 km e non serve il grande scalo». 
La diaspora delle grosse compagnie, cominciata ormai da tempo, e culminata con la scelta di Alitalia in favore di Parigi, sembra essere il segnale più evidente di un meccanismo che non funziona come dovrebbe. «Le compagnie vanno là dove c’è l’utenza, il contrario non regge. Non si può nemmeno chiedere ad Alitalia di gestire due hubs: tutte le compagnie ne hanno uno solo, perché proprio Alitalia ne dovrebbe avere due. Inoltre Malpensa non è un hub (il progetto approvato nel PRG non era un hub), l’hub di Alitalia è a Fiumicino, un altro hub non c’è e neppure serve». 
«La massiccia partecipazione della popolazione alla manifestazione di oggi – h a detto il rappresentante dei Covest – ha dimostrato ancora una volta che il problema ambientale di Malpensa sia lontano da essere risolto. La sensibilità e l’esasperazione sono ormai una costante che non scoraggia il cittadino a venire a manifestare sul drammatico problema che investe il  nostro territorio. E’ evidente la volontà dei cittadini di non accettare che il loro territorio sia la pattumiera degli interessi di Malpensa».

 

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Pubblicato il 27 Ottobre 2002
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