Via la “pericolosità sociale“ per Francesco Tomasella dopo la riduzione di pena in Appello
La corposa decurtazione di pena rispetto al primo grado passa dal riconoscimento delle attenuanti generiche, ma anche dalla revoca della libertà vigilata
Dopo la batosta in primo grado, e la riduzione di pena significativa in Appello, continua il percorso in discesa per Francesco Tomasella (foto), noto per le sue posizioni “no vax“ ai tempi del Covid e per la sua militanza politica che lo portò a correre per le comunali a Varese, condannato per violenza sessuale e stalking nei riguardi di una sua ex compagna.
La corte d’Appello di Milano, oltre ad abbassare la pena considerando le attenuanti generiche lo scorso 18 dicembre ha pure deciso per l’esclusione della misura di sicurezza della libertà vigilata a carico di Tomasella.
Un passaggio che può suonare come molto tecnico ma che in realtà rappresenta un vantaggio sul piano procedurale non da poco: la misura aveva un’estensione temporale di cinque anni e soprattutto sanciva la pericolosità sociale dell’imputato che anche una volta finito di scontare la pena, avrebbe dovuto soggiacere a specifici precetti imposti dall’autorità (solitamente rientrare presso la propria abitazione in specifiche fasce orarie serali, ma comprendo anche la revoca del passaporto e altri gravami).
Ora, venuta meno questa misura, rimane certamente la pena che è scesa dagli 11 anni e tre mesi stabiliti dal Collegio varesino a 7 anni e 6 mesi stabiliti dai giudici milanesi ai quali gli avvocati Andrea Brenna e Nicola Giannantoni si erano rivolti per il ricorso. Tomasella, che si trova tuttora rinchiuso nel carcere di Pavia, ha visto una forte riduzione degli anni di condanna a cui vanno tolti, per il computo complessivo del trattamento sanzionatorio, i già due anni di «presofferto», cioè della carcerazione in regime di custodia cautelare disposta dal giudice (cioè: per Tomasella vale la presunzione di innocenza poiché non si sono esauriti i tre gradi di giudizio previsti dal nostro sistema, tuttavia a fronte dei rischi di reiterazione del reato i giudici hanno disposto la permanenza dietro le sbarre in regime di “carcerazione preventiva“, come volgarmente viene descritta la custodia cautelare).
E dunque se dalla nuova pena si toglie il periodo già trascorso in carcere per Tomasella si avvicina il momento delle misure alternative al carcere che secondo l’ordinamento penitenziario può scattare per condanne sotto i 4 anni. Un panorama che potrebbe avverarsi fra meno di un anno a cui a questo punto va considerata anche la non pericolosità sociale dell’imputato.
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