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«Hanno perso un’occasione per dimostrare sensibilità sull’argomento occupazionale» tuona Antonio Corrado, capogruppo di Rifondazione Comunista in consiglio comunale (nella foto). Le sue proposte di istituire un fondo per i lavoratori della Mizar e di favorire una soluzione alla difficile situazione occupazionale che si prospetta per l’azienda tessile di Busto Arsizio, dovevano essere discusse nell’ultimo consiglio comunale. Ma non ce n’è stato il tempo e i consiglieri della maggioranza hanno bocciato la sua richiesta di anticipare la discussione, cambiando l’ordine dei lavori. È stato inutile richiamare l’attenzione sulla situazione contingente della Mizar, i consiglieri della maggioranza hanno detto lo stesso no. Ci sono state le eccezioni. Il sindaco Luigi Rosa e il presidente Francesco Speroni che si sono astenuti e il consigliere dell’Udc Walter Fazio, che ha votato con la minoranza. E il giorno dopo la decisione che ha visto allontanarsi dalla sala esagonale di Palazzo Gilardoni, un piccolo gruppo incredulo di dipendenti della Mizar, la delusione, se non la rabbia di Corrado si riversa anche su quella che il consigliere definisce una "presunta sensibilità di chi propone il rispetto della persona". Se la prende per esempio con il consigliere azzurro Paolo Genoni che «nella sua farneticante proposta di modifica dell’articolo uno dello statuto oltre che dell’embrione umano, ha parlato anche di interventi per l’occupazione – dice Corrado – forse intendeva l’occupazione delle poltrone di direzione di Agesp Holding Spa come è avvenuto per il suo ex collega Marco Quarantotto?». «Con quel voto hanno oltretutto sconfessato sindaco e presidente del consiglio, che avevano inserito le mie risoluzioni anche se fuori tempo massimo – continua Corrado – eppure Forza Italia ha detto no e tra loro ci sono quelli che votano per far mettere i crocifissi nelle scuole per poi non mostrare un minimo di carità cristiana». Invece della Mizar, martedì scorso si è finito per parlare di spazi per la comunicazione e la propaganda posti all’ordine del giorno dalla Margherita. L’alternativa proposta dal presidente del consiglio era infatti quella di ritirare gli interventi della minoranza che precedevano la discussione sulla Mizar (per riproporli nella successiva assemblea consiliare) . Ma dai banchi dell’opposizione e dai colleghi di Corrado non si è levata nessuna proposta e ad essere rimandata al prossimo consiglio è stata la situazione occupazionale della Mizar.
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