Adeguare le scuole alle norme: un lavoro colossale

Sono dieci gli interventi corposi sulle scuole in programma per il prossimo anno, inseriti nell'agenda dei lavori pubblici

Quarantacinque edifici scolastici dell’obbligo, molti dei quali vecchi (o antichi). Non sono fatiscenti, ma le condizioni non eccellono. In molti casi le cifre che servono per adeguare le strutture sono uguali a quelle che servirebbero per costruire scuole nuove. L’agenda dei lavori pubblici dell’amministrazione comunale di Busto Arsizio è fitta, e di interventi in programma per i prossimi anni ce ne sono. La messa a norma delle scuole dell’obbligo, costruite quando i criteri erano ben lontani da quelli stabiliti oggi dalla legge, richiede tempo e gli amministratori lo sanno. Ma ci sono anche delle scadenze da rispettare. Per esempio nel 2005 tutte le scuole dovranno avere un certificato di prevenzione per gli incendi. Per quel tempo tutti gli stabili dovranno quindi essere messi in sicurezza. Il discorso in città è aperto da alcuni anni. Sono dieci gli interventi inseriti nel piano delle opere dell’anno prossimo dall’assessore ai lavori pubblici Claudio Fantinati e fra questi c’è quello corposo che riguarderà l’asilo nido Speranza di Sacconago oppure quello del poliplesso di via Rossini .
Ma in che stato ha trovato gli edifici pubblici scolastici l’assessore Fantinati? «Dal punto di vista generale la condizione delle scuole bustesi non si discosta da quella delle scuole del territorio – spiega l’assessore – è sicuramente una situazione non ottimale, perché quasi tutti gli edifici sono datati, nessuno di questi era in linea con le normative recenti, neanche predisposto per gli adattamenti, il lavoro manutentivo e di adeguamento è un lavoro colossale, che è stato iniziato molti anni fa e che noi stiamo portando avanti, cercando di accelerare il più possibile».
Eppure nell’ultimo assestamento di bilancio l’edilizia scolastica si è vista sottrarre ben due milioni di euro di spesa preventivata. Interventi non urgenti o sottovalutati? Per l’assessore si è trattato di una questione tecnica. «È stata una scelta di realismo, alcune previsioni erano inattuabili nell’anno, tutti gli interventi che riguardano l’edilizia scolastica si possono eseguire quando le scuole sono chiuse – dice – quindi sarebbe stato inutile realizzare un progetto in fretta per impegnare una cifra, per poi far slittare l’inizio dei lavori in ogni caso a giungo». Così all’assessorato è sembrato più realistico realizzare i progetti nei tempi corretti impegnando il bilancio a tempo debito, cioè a gennaio. «In realtà non si fa di meno, ma si utilizza lo strumento finanziario del comune in modo più corretto, sarebbe stato politicamente più comodo fare diversamente, ma abbiamo scelto di ritmare secondo una logica, che consente di lavorare in tempi più ragionevoli».
L’eliminazione delle barriere architettoniche e dei servizi per i disabili rappresentano un obiettivo raggiunto in quasi tutti gli istituti. Per i piani di prevenzione degli incendi o di evacuazioni certificati dai vigili del fuoco si deve ancora aspettare. Per il momento, per tutte le scuole c’è un nulla osta provvisorio, in attesa degli adeguamenti necessari per legge.
Gli adeguamenti in programma ci sono. Sono dieci quelli inseriti nel piano delle opere pubbliche dell’anno prossimo. Fra questi, come si diceva c’è il completo adeguamento dell’asilo nido e scuola materna Speranza. Seguono nell’agenda delle priorità il poliplesso di via Rossini ( in cui è anche prevista la copertura del minipalazzetto) e il rifacimento del tetto della scuola Manzoni. Presto partiranno invece i lavori per costruire le palestre delle scuola Morelli e della Pascoli, che potrebbero già essere utilizzabili per la fine dell’anno prossimo.


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Pubblicato il 14 Novembre 2002
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