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«Non è in atto nessun depotenziamento degli ospedali di Saronno e Tradate, tantomeno la chiusura». Parole del presidente della terza commissione sanità regionale Massimo Buscemi (a lato a destra) che ha partecipato questa mattina, lunedì 11 novembre, alla visita istituzionale organizzata dall’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio, cui i due ospedali fanno capo. Intorno alla visita intorno non sono mancate le polemiche: il sindaco di Tradate Stefano Candiani non ha partecipato dichiarando apertamente che in questa iniziativa si sarebbero dovuti coinvolgere anche i sindaci dei paesi limitrofi. Presenti gli assessori ai servizi sociali Luciano Cairati, di Saronno, e Franco Accordino, di Tradate. A guidare la visita il direttore dell’Azienda Ambrogio Bertoglio (in alto a sinistra) il cui mandato, durato 5 anni, scade il prossimo dicembre. «Per dicembre saranno organizzate delle visite con i sindaci dei paesi su cui insistono i due ospedali – ha spiegato Buscemi – Questo tipo di visite sono un modello per la Regione, tanto che ne è già in programma una il 28 all’ospedale dei Gallarate e vogliamo farne su tutti gli ospedali della Lombardia. Si tratta di una forma di comunicazione molto importante con il territorio». Buscemi ha inoltre voluto chiudere definitivamente le polemiche su una possibile chiusura del nosocomio di Tradate o sul depotenziamento delle due strutture. «Chiariamo subito che il Galmarini non è un piccolo ospedale, ma una struttura di medie dimensioni. È una cosa assurda pensare che venga chiusa. Chi mette in giro queste voci andrebbe chiuso in un centro psichiatrico: la struttura tradatese si trova in un centro strategico molto importante la cui assenza danneggerebbe soltanto i cittadini. Dare false informazioni genera soltanto un inutile panico». Per quanto riguarda un possibile depotenziamento il presidente della commissione regionale per la sanitàha voluto anche chiarire, al termine di entrambe le visite, che «il direttore Bertoglio ha fatto un ottimo lavoro negli ultimi 5 anni. Sono stati investiti 25 miliardi su Saronno e 15 su Tradate, facendo rinascere delle strutture che erano ferme da vent’anni».
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