Cinque Ponti, Busto vuole i risarcimenti

Affollato il consiglio comunale dedicato alle strade. Presto si apriranno i cantieri e in molti chiedono il piano di viabilità alternativa

 I lavori dei Cinque Ponti a Busto Arsizio inizieranno con tutta probabilità in primavera. Dureranno per quasi due anni. Saranno tanti i disagi per i cittadini e alla fine l’opera risolverà i problemi viabilistici di tanti comuni. Di quelli per esempio, come Solbiate Olona e Gallarate che ad aumentare il carico di traffico ben contribuiscono con le loro strutture commerciali, nuove e meno nuove. Ma Busto, che ai centri commerciale ha finora detto no, sembra non starci. «L’Anas ci mette i soldi, ma Busto paga con il suo territorio» ha detto il sindaco Luigi Rosa che ha annunciato la volontà dell’amministrazione comunale di chiedere dei risarcimenti. Lo ha fatto durante il consiglio comunale aperto, che si è svolto oggi, sabato 9 nella sala Tramogge dei Molini Marzoli e dedicato alle strutture viarie cittadine. 
Indennizzi a parte, lo svincolo viario più importante della città e il suo completamento sono una realtà da affrontare e da gestire. Saranno i disagi per i cittadini che abitano nei pressi dei cantieri a subirlo per primi. E se l’opera che non piace alle opposizioni, resta per la maggioranza ineluttabile, urge un piano della viabilità alternativa per tutto il tempo in cui dureranno i lavori. Mancano un paio di mesi all’inizio e della mappa che servirà al residente di via Firenze, a quello di Sant’Anna per uscire di casa o agli stessi automobilisti per raggiungere il centro della città esiste solo una bozza. Ad approntarlo sarà un tecnico ad hoc già assunto  dall’amministrazione comunale che ha iniziato il suo lavoro ieri. Per stendere questa  mappa inoltre il comune terrà conto delle difficoltà che in itinere si presenteranno e che i cittadini metteranno su un tavolo tecnico di confronto aperto dall’amministrazione comunale.
È quanto emerso nel consiglio comunale aperto, il primo dopo una decina di anni e richiesto dalle opposizioni consiliari per parlare non solo dei Cinque ponti, ma della viabilità cittadina in generale. E le strade interessano ai cittadini di Busto Arsizio. La dimostrazione è stata la partecipazione di pubblico che ha affollato la sala e che ha offerto i suoi contributi alla discussione. Sono state tante le richieste, alcune circoscritte alla vivibilità e ai problemi dei quartieri. Molte le preoccupazioni che riguardano le opere che l’Anas si appresta ad iniziare. 
Come si muoveranno i cittadini che abitano nei pressi dei cantieri? come funzioneranno le strutture produttive che si trovano sul Sempione? Oltre ai cittadini non sono mancati gli interessi di categoria, degli autotrasportatori per esempio. Una prima sommaria risposta l’ha offerta l’ingegnere Berni dell’Anas, che ha illustrato il progetto, che nella sostanza prevede in via Diaz il completamento dello svincolo a due livelli, mentre su via via Firenze, altra porzione dell’intervento, uno svincolo a tre livelli. 
Su via Firenze e via Diaz si lavorerà in due
momenti differenti. Prima ci sarà la cantierizzazione  di via Firenze e i lavori procederanno in due fasi. La più difficile è quella che prevede la chiusura del Sempione per novanta giorni e consentirà la costruzione della bretella di collegamento fra Sempione (tratto in arrivo da Castellanza) con via per Fagnano. Archiviata questa prima fase il traffico in arrivo da Castellanza sarà canalizzato sulla bretella. Non saranno tempi facili per via Fagnano che vedrà i suoi flussi ulteriormente intensificati. Il Sempione da via Diaz sarà invece aperto in direzione Castellanza a senso unico. Questa nuova tranche di lavori durerà 180 giorni. Totale: 270 giorni. 
Si passa poi allo svincolo su via Diaz. Qui i lavori saranno portati a termine in altri 270 giorni. In questo caso ad essere chiusa sarà via Diaz e saranno Corso Italia, via Castelfidardo e via Machiavelli a sobbarcarsi il peso del percorso alternativo.
Questi i progetti. Nei mesi prossimi dovrebbe arrivare anche un piano dettagliato, redatto dal supertecnico assunto dal comune.
I Cinque Ponti ci sono e vanno gestiti. C’è chi non la pensa così. Alle forze politiche di opposizione il progetto dell’Anas non è mai piaciuto tanto. «Questo progetto sfigurerà Busto e ci priverà di quell’ingresso alla città, di quel viale che oggi è paragonabile ad un boulevard francese» ha detto Alberto Grandi. Quello che risulta incomprensibile al capogruppo dei Progressisti è l’ineluttabilità di questo progetto calato dall’Anas. «L’Anas è interessata a fare del Sempione una strada a scorrimento veloce, questo invece non è l’interesse della città». Per risolvere il problema dello snodo viario,secondo i Progressisti, basterrebero due rotonde alla francese. 

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Pubblicato il 09 Novembre 2002
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