I consultori non si toccano

L'intervento del direttore generale dell'Asl Giorgio Benedettini fa il punto della questione e tranquillizza gli utenti garantendo che il servizio non verrà mai meno

Pubblichiamo integralmente l’intervento del direttore generale dell’Asl Giorgio Benedettini (foto) sulla questione del consultorio. L’azienda aveva deciso di non chiedere l’accreditamento regionale per  quattro strutture (Varese, Somma Lombardo, Azzate e Castellanza) a causa della mancanza di spazi e del mancato adeguamento alle norme 626. La notizia ha scatenato proteste da parte di cittadini comitati e di molte forze politiche.

Egregio direttore, 
perdoni se le chiedo ospitalità: visto che se ne parla tanto, vorrei cogliere l’occasione di tranquillizzare gli utenti dei Consultori garantendo che il servizio non viene meno. Del resto non credo che qualcuno dell’ASL abbia mai detto il contrario, chi lo afferma diffonde notizie false e se ne assume la responsabilità. 
Anzi vogliamo che migliori e di molto, andiamo verso la qualità dei servizi, la certificazione, come possiamo pensare di non dare migliori servizi in luoghi migliori? Andiamo per questo verso l’accreditamento, e lo Stato che stabilisce che l’accreditamento è condizione inderogabile per operare per conto del SSN, lo pretendiamo dagli altri e non lo possediamo noi? 
Quello che è successo per il sanitario sta avvenendo per il sociale. Ma è anche vero che come ogni azienda responsabile non possiamo vivere alla giornata ma dobbiamo cercare di prevedere il futuro, almeno per il medio periodo. Certo, il futuro bisogna guardarlo e saperlo vedere, e non si può sempre far finta di nulla: anche senza ricordare che il PSSR pone come obiettivo una funzione ASL di acquirente di prestazioni e non di erogatore, è prevedibile che le prestazioni consultoriali tenderanno a ridursi dato che alcune attività saranno riprese entro l’anno dai Comuni e che, in un mercato di equiparazione pubblico – privato, i nuovi consultori privati accreditati ci sottrarranno certe attività. 
E’ logico e prevedibile, ma non è questo il punto: migliorando il nostro livello di efficacia ed efficienza possiamo renderci competitivi, e il miglior sistema di battere la concorrenza è mantenere il volume delle prestazioni, è una sfida che accettiamo. Certo, bisogna far quadrare i conti, pareggiare almeno i costi con i finanziamenti, cosa non così evidente e che con il prevedibile pagamento a tariffa ci creerà qualche difficoltà, ma non è nemmeno questo il punto, per quanto fondamentale: è un compito aziendale che sappiamo affrontare e risolvere. Il vero problema è quello delle strutture immobiliari dove ora operiamo, 23 sedi sparse nella provincia, non tutte presidiate di continuo, un fenomeno riconducibile alla frammentazione del territorio dei tempi delle numerose USL, una situazione che abbiamo ereditato. Non possiamo non denunciare che tali sedi non sono nella stragrande maggioranza di nostra proprietà, e che siamo intervenuti, inutilmente, per modificare una situazione ingiusta: l’ASL è decisamente la cenerentola nel campo immobiliare in provincia, paga affitti notevoli per dare servizi, sanitari e sociali. Se ci ha seguito, come sono certo, avrà notato i nostri precedenti accorati appelli. Non tutti questi immobili possiedono i requisiti strutturali e tecnologici minimi per chiedere l’accreditamento: non potevamo pertanto agire diversamente quando lo si è chiesto per otto consultori, per le sedi che ce lo consentivano in quanto in possesso di tali requisiti, sedi dove già abbiamo investito miliardi, e per le quali riteniamo di trovare le risorse finanziarie per completare l’opera nei prossimi anni. Non era possibile impegnarci a realizzare interventi in tutte le altre strutture, per le quali dovevamo comunque dichiarare il possesso dei requisiti di autorizzazione, che non ci sono: non si può chiedere di dichiarare ciò che non sussiste. E’ dunque un chiarimento che facciamo, una rassicurazione ai cittadini, assieme ad un appello ai Comuni dei distretti al momento esclusi, affinché ci vengano incontro riservandoci sedi, una per distretto, sedi adeguate a richiedere ed ottenere l’accreditamento. Il resto lo garantiamo noi. 
Grazie per l’ospitalità.

Giorgio Benedettini

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Pubblicato il 18 Novembre 2002
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