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«Sicuramente il calcio non c’entra nulla». È la speranza di molti addetti ai lavori del Real Cesate Saronno. L’aggressione compiuta ieri sera, giovedì 7 novembre, ai danni del presidente Carlo Restelli che è stato gravemente ferito alle gambe da due dei tre proiettili sparati, ha lasciato interdetta l’intera città. Il sindaco Gilli ha definito l’atto «vile e inaudito». Intanto non vi è ancora nulla di ufficiale, ma sembra proprio che domenica la squadra scenderà comunque in campo. Le condizioni di Restelli sembrano migliorare: la gamba destra, colpita gravemente da uno dei proiettile, non è stata amputata, come invece paventato in un primo momento. La procura ha comunque imposto il silenzio stampa al presidente. Mentre sono in atto le indagini da parte del pretore di Busto, anche gli altri membri della società si interrogano sull’accaduto. «Non voglio pensare che possa riguardare il mondo del calcio – spiega il direttore sportivo Pasquale Vaghi – Se si giunge a questo punto per una squadra di serie D, cosa accadrebbe nella serie A e B». «La situazione non è delle migliori – prosegue il segretario Luigi Silva, grande amico storico di Restelli – Un fatto del genere ha scioccato l’ambiente. Chi ha compiuto l’aggressione voleva fare in modo che Restelli se ne ricordasse tutta la vita, hanno sparato alle gambe a distanza ravvicinata. Chi lo ha fatto era un professionista, è difficile pensare che riguardi il mondo del calcio». Ma Silva ricorda anche i momenti terribili della serata di ieri: «Fino alle 23 non si sapeva ancora se gli avrebbero dovuto amputare la gamba destra o meno – spiega – È un grande uomo, generoso e benvoluto. Non penso sia il momento migliore di parlare di calcio». Secondo l’addetto stampa della squadra, Luigi de MIcheli «non mi pare, o almeno lo spero, che questa vicenda possa centrare qualcosa con il calcio, se lo fosse il sottoscritto del calcio non ne vorrebbe più sapere». Le indagini proseguono quindi nel più stretto riserbo e in tutte le direzioni, dal mondo calcistico a quello del racket imprenditoriale cittadino. Infatti, è bene ricordarlo, Restelli è sia presidente della squadra di calcio saronnese che milita in serie D, sia alla guida di una conosciuta agenzia di Pompe Funebri. Anche gli inquirenti, però, sembrano più propensi a seguire l’ipotesi del racket oppure ad attribuire l’atto a un folle. Ma tutte le piste sono ancora aperte.
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