Il ministro Tremonti taglia e ….. la Scuola piange
I Socialisti Democratici Italiani denunciano il rischio della scuola pubblica di procedere a due velocità. Intanto i tagli disattendono le aspettative salariali dei docenti
Passa la riforma Moratti e la Finanziaria annuncia tagli. Il mondo della scuola sta attraversando un periodo difficile. Di questo malessere si fanno portatori i Socialisti Democratici Italiani di Varase che denuncinao «La sola provincia di Varese si vedrà tagliare dalla finanziaria del 2003 tre milioni 868.159 euro, soldi destinati alla scuola e alle infrastrutture, per assicurare i servizi che lo stato ha delegato alla nostra provincia».
Ma alla carenza di fondi, che impedirà tra l’altro ogni adeguamento degli stipendi a quello dei colleghi europei, si sommano le tante aspettative deluse per una moderna riforma della scuola italiana: «Manca, soprattutto, quel principio di uguaglianza che dovrebbe animare una scuola pubblica, mancano le indicazioni sul tempo pieno, mancano gli adeguamenti degli stipendi degli insegnanti ai livelli europei, mancano le risorse tagliate nella finanziaria dal "sarto" Tremonti e promessi da Berlusconi durante la campagna elettorale I fatti sono inconfutabili!! Gli impegni presi sono stati tutti disattesi e non è stata realizzata nemmeno una delle promesse!!».
Ma non è tutto. L’analisi dei Socialisti si sofferma su quelli che appaiono delle involuzioni: «Ci sono, al contrario, nella riforma Moratti dei passi indietro, per esempio la scelta dello studente a 13 anni di continuare gli studi o entrare nel canale della formazione, che tenderà a escludere i ragazzi con i maggiori problemi. Si tratta per i socialisti della federazione di Varese di una scelta sbagliata, in contrasto con le raccomandazioni dell’Unione Europea. I socialisti non sono contrari al doppio canale dell’istruzione e della formazione, ma sono critici con una riforma che obbliga l’adolescente a fare delle scelte precoci, che non tutela i soggetti più deboli. Il passaggio risulterà più facile per lo studente che dal liceo deciderà di passare alla formazione professionale, diminuendo le proprie aspirazioni, ma risulterà molto difficile o impossibile, di fatto, il contrario. A 13 anni il ragazzo che sceglie la formazione professionale esce dall’istruzione obbligatoria che, invece, dovrebbe restare in mano alla scuola».
Dalla sostanza ai mezzi, la critica non cambia: «La riforma Moratti non prevede risorse aggiuntive a sostegno della scuola pubblica e questo governo, nonostante le promesse, non destina nulla alla formazione e all’istruzione, anzi taglia fondi per l’innovazione, per l’autonomia, per il recupero dei fallimenti scolastici, per l’edilizia scolastica, per l’aggiornamento degli insegnanti, per la manutenzione straordinaria, per mettere gli edifici a norma».
Con questa situazione, denunciano i socialisti, nasceranno e si alimenteranno inevitabilmente due scuole di serie A e di serie B, con la terribile sensazione che solo quella liceale sia la via maestra: « Una riforma del sistema scolastico si giustifica se serve a ridurre odiose disuguaglianze e nuove discriminazioni, se serve ad elevare il livello culturale dei nostri studenti, se riesce a formare e far maturare i nostri figli.»
«Nel frattempo che il ministro Tremonti taglia e la Moratti propone la sua riforma, la scuola italiana piange, continua a rimanere in crisi e a chiedere una riforma per potersi migliorare, per essere al passo con i tempi, per competere con le altre scuole dell’Unione Europea.»
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