Inda, passa la ricetta del sindacato
Proficuo l'incontro nella sede dell'Univa. Si ragiona intorno alla cassa integrazione straordinaria. Il 28 novembre la prossima assemblea per valutare l’entità delle buonuscite
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«Un’importante conquista». Così hanno commentato i sindacalisti presenti alla riunione tenutasi ieri alla sede di Varese dell’Unione industriali per discutere della situazione aziendale dell’Inda che porterà in mobilità 84 lavoratori entro qualche mese. Una conquista in quanto la proprietà della storica fabbrica di Caravate ha lasciato intendere di accettare la proposta del sindacato per operare un anno di cassa integrazione straordinaria a fronte della "sola" mobilità, sia pure con buonuscite e offerte monetarie, fino a ieri paventata. Il rischio consisteva nel fatto che una volta attivata la pratica di mobilità molti degli 84 lavoratori tra operai e impiegati restassero privi di una nuova occupazione. Con l’anno di cassa integrazione, invece, sarà più facile il ricollocamento di molti lavoratori dei reparti in crisi colpiti dal provvedimento deciso dall’azienda. Ma altrettanto decisa, da parte dell’Inda, è stata la richiesta di non attuare misure sindacali per proteggere ulteriormente quei posti di lavoro. Vale a dire che le politiche aziendali hanno oramai inesorabilmente segnato la sorte di quei posti e il rispetto di queste decisioni aziendali da parte del sindacato è il prezzo da pagare per la cassa integrazione straordinaria di un anno. «L’azienda ha lasciato intendere di appoggiare la nostra proposta di cassa integrazione – afferma Umberto Bicelli a nome della Rsu aziendale Fiom-Cgil Fim-Cisl – a patto che non si metta il bastone tra le ruote in un secondo momento, tra un anno, per intenderci, quando il provvedimento di cassa integrazione straordinaria cesserà. L’unico dubbio emerso nell’assemblea di ieri risiede nell’accettazione, da parte del ministero, della richiesta di cassa integrazione straordinaria, per la quale è necessario che l’azienda abbia una serie di requisiti, "in negativo", che verranno nei prossimi giorni valutati dal ministero del lavoro per l’inizio delle procedure». |
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