La solidarietà materia di devoluzione

Si è svolto all’Università dell’Insubria il primo di quattro incontri incentrati sulla solidarietà. Ospite il ministro Maroni che ha spiegato l’azione del Governo in questo campo

«Quale solidarietà?» Questa la domanda che il rettore dell’Università dell’Insubria Renzo Dionigi ha posto alla platea all’apertura dei lavori del primo di 4 convegni che vogliono sviscerare il mondo della sussidiarietà. «Esistono molte forme di solidarietà. A volte sono in contrasto tra di loro. Quella a cui dovremmo tendere, però, è una sola accezione di solidarietà. Che travalichi ideologie e partiti.» L’immagine di Dionigi è quella di una situazione continua d’emergenza che incide frequentemente in zone geografiche più deboli: «Spesso a tamponare le emergenze si trovano solo i volontari – conclude Dionigi – che diventano gli unici referenti di tante disperazioni. Si deve trovare il modo di mettere in relazione il vasto mondo di chi vuole operare con le istituzioni chiamate a dirigere l’opera. L’Università si pone proprio il fine di mettere in relazione i due mondi e così mette a disposizione della città le proprie competenze per trovare un punto di raccordo».
Quale la strada da imboccare, quindi? Il cammino segnato dall’Insubria si svolge nell’arco di un anno: i lavori si concluderanno nell’ottobre del 2003 .
Il primo appuntamento, che è stato una sorta di biglietto da visita del percorso annuale, con tutti i risvolti etico, giuridici ed economici che il volontariato sottende, ha affrontato il discorso dal punto di vista governativo. Il Ministro del Welfare Roberto Maroni ha infatti tracciato uno scenario netto del cammino che dovrà fare la "solidarietà" in un’ottica di devoluzione: «Si devono abbandonare i vecchi clichè – esordisce il ministro – che vogliono il Nord ricco e prosperoso e il Sud annaspante. Tanti anni di politica di solidarietà non ha fatto altro che accentuare situazioni disomogenee con misure di mera elemosina. Ma il nostro paese, oggi, si muove a velocità diverse in zone diverse ma anche simili. Pensiamo alle aree postindustriali che oggi vivono in un periodo di recessione e confrontiamole con alcune realtà del Meridione, tipo la Puglia, dove si sta spingendo sull’acceleratore. Il Governo vuole avviare delle condizioni perché la società, mondo "non profit" ma anche "for profit" partecipino alla distribuzione delle risorse». Il progetto di Maroni parte dal principio che si debbano creare situazioni di sviluppo: «La riforma del mercato del lavoro contiene in sé enormi potenzialità. Dobbiamo intervenire per favorire l’occupazione». In tutto questo discorso, ruolo fondamentale avranno le associazioni di volontariato, enti intermedi capaci di mediare tra i discorsi generali e le applicazioni locali. Ma anche gli enti del territorio saranno sensibilizzati per essere in grado di rispondere con tempestività e precisione alle richieste d’intervento.

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Pubblicato il 29 Novembre 2002
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