Museo della moto, Legambiente dice no
La situazione ambientale peggiorerebbe
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Riceviamo e pubblichiamo Tutto sembra tacere a proposito del progetto di realizzare un “Museo della la moto”, con annessa pista di prova, in località Cascina Visconti, al confine con il comune di Casorate Sempione. Questo potrebbe significare che il progetto non è stato nè accantonato, nè approvato: situazione pericolosa, perché potrebbe essere approvato quando l’attenzione della pubblica opinione cala. In proposito, Legambiente non può che associarsi alle critiche già espresse fra gli altri dal WWF e dai Comitati di base (Coordinamento Progetto Malpensa 2000, ecc… ). Quanto a noi, dobbiamo ancora una volta constatare come Malpensa ci metta sempre lo zampino …. Se abbiamo ben capito, il fatto di ricadere all’interno del “ Piano d’Area di Malpensa”, consentirebbe al progetto di saltare a piè pari la vincolistica del Piano Territoriale Urbanistico del Parco Ticino, che ha, fra gli altri scopi, certamente quello della salvaguardia del patrimonio boschivo … Orbene, fra le due normative urbanistiche prevale quella del Piano d’Area di Malpensa, il quale, redatto in teoria per “mitigare” l’effetto dell’aeroporto, realtà si rivela sempre più un grimaldello per eludere le leggi di salvaguardia ambientale. La Normativa del Parco Ticino, frutto di programmazione, di studi (e anche di contrasti) fra Enti locali, durati decenni, viene di colpo messa in un angolo, proprio perché chi comanda ora è l’Aeroporto ! Non è difficile prevedere poi che Malpensa sarà tirata in ballo anche per “giustificare” il rumore. Si dirà: ma che fastidio può dare una pista in una zona dove il rumore dell’aeroporto è già insopportabile !!??. Ebbene, il fatto che ci sia il rumore degli aerei, dovrebbe indurre ad intraprendere azioni per diminuire il rumore e non aumentarlo (tra l’altro, oltre che come “picchi” il rumore viene misurato anche come “quantità” complessiva giornaliera). Di certo il risultato finale sarà comunque peggiorativo rispetto ad una situazione già intollerabile. Che cosa dunque si vorrebbe fare? Trasformare quella zona in una specie di “pattumiera del rumore”, così come già si fa con le discariche di rifiuti, gli inceneritori, o le aziende inquinanti? Ma proprio si vuol ignorare che il Parco del Ticino ha bisogno per esistere (anzi per resistere) di boschi, prati, fora, fauna e non di strade e cemento (e ancor meno di piste e di bolidi !! ) Quali altri attacchi dovrà vedere ancora contro la sua integrità? Ci auguravamo che fossero finiti i tempi in cui si pensava di “valorizzare il territorio” creando attività turistiche, ricreative, a prescindere dall’impatto ambientale. Ci pare , nel caso specifico, che una pista per la prova dei motori delle moto (notoriamente “non proprio silenziose”) “difficilmente” (per usare un eufemismo) si possa considerare “compatibile” con la salvaguardia dell’ambiente e la qualità del territorio circostante. Osiamo sperare che gli Amministratori sommesi, proprio perchè in questi anni sono stati in prima fila, accanto a coloro che hanno cercato di fermare lo scempio del territorio causato dall’impatto di Malpensa, non si lascino abbagliare da qualche lustrino, o pensino che resistere allo “sviluppo” di Malpensa sia impossibile. Le piste, gli aerei, le moto, potranno anche finire, il territorio e la qualità della vita dovranno esistere sempre. Golia non ha vinto ancora ! Davide è sempre vivo. LEGAMBIENTE |
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