Il saluto di Bertoglio con qualche “colpo basso”
Il nuovo direttore generale dell’azienda ospedaliera Pietro Zoia avrebbe recentemente ritirato delle delibere che di fatto depotenziavano gli ospedali di Tradate e Saronno
Depotenziamento dell’ospedale Galamrini di Tradate e accentramento di competenze e poteri sul nosocomio di Busto Arsizio. Sembra essere il contenuto di alcune delibere firmate dell’ex direttore dell’azienda ospedaliera di Busto Arsizio, Ambrogio Bertoglio, proprio durante gli ultimi giorni di mandato. Uno “scherzetto” che non sembra proprio essere piaciuto al nuovo direttore generale Pietro Zoia che pare abbia subito ritirato le delibere in questione.
Secondo l’assessore ai servizi sociali del comune di Tradate Franco Accordino «alcune indiscrezioni, peraltro molto attendibili, parlano di circolari e delibere licenziate negli ultimi giorni dell’anno passato dalla vecchia dirigenza. Delibere che sembra potessero essere preludio ad ulteriori gravi ed ingiustificabili “amputazioni” del presidio cittadino».
Il pericolo sembra comunque essere stato sventato dall’intervento del nuovo direttore generale, nominato alla fine di dicembre. Intervento che avrebbe consentito di rimediare in tempo ai problemi che si sarebbero posti con l’avanzare di tali delibere. «Infatti Zoia, con l’operato, ha confermato quelle che erano state le sue dichiarazioni ed i suoi intendimenti iniziali – prosegue Accordino – ossia l’estrema importanza di salvaguardare le strutture semplici, dunque la centralità di ogni singolo ospedale sul suo territorio, senza condizioni di inspiegabile sudditanza del più piccolo (Tradate) nei confronti del più grande (Busto Arsizio)».
Il sindaco di Tradate Stefano Candiani adesso preferisce non sbilanciarsi, ma, sull’operato di Bertoglio, si era sempre dimostrato alquanto dubbioso e aveva già più volte sottolineato che le azioni non andavano nella direzione che diceva l’ex direttore generale.
«Pur con la dovuta cautela apprendiamo con estrema soddisfazione dell’operato del Dottor Zoia – conclude l’assessore ai servizi sociali – Abbiamo l’impressione che stia imbastendo un ottimo lavoro e soprattutto vediamo allontanarsi quei presagi estremamente negativi che il suo predecessore ci aveva fatto intravedere. E’ un fatto che ridare centralità ed autonomia operativa, ovviamente nei limiti del possibile, ai singoli ospedali cittadini è la direzione giusta per garantire agli stessi forza, autonomia, efficienza ed efficacia, nonché per consentire al personale medico, infermieristico ed ausiliario di lavorare in maniera più tranquilla e più produttiva per rispondere concretamente ai bisogni della gente, in uno dei settori più delicati quale sicuramente è quello della sanità».
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