Campo di calcio sintetico. Si prova scendendo in campo
Lo stadio "Meazza" come quello cittadino. Gli amministratori milanesi provano il campo, sfidando quelli locali
Non è la partita del cuore, non ha scopi benefici e lo slogan potrebbe essere “provare per credere”. Gli amministratori milanesi non comprano a scatola chiusa. E visto che hanno pensato di cambiare il tribolato manto erboso dello stadio “Meazza” con un manto sintetico, hanno pensato bene di provarlo di persona in uno dei pochi campi da calcio italiani in erba sintetica: quello di via Bellini a Castellanza, dove una squadra di amministratori del comune di Milano incontrerà una compagine locale guidata dai sindaci di Castellanza, Busto Arsizio e Legnano.
Una sfida calcistica che è il frutto di una promessa mantenuta. Se il fondo sintetico graffia, come sosteneva nelle settimane scorse Donadoni, lo valuteranno gli stessi amministratori. Questa non sarà infatti solo l’occasione per vedere i politici calzare le scarpette bullonate, bensì un test per il fondo sintetico del campo di Via Bellini, il primo impianto a undici con fondo sintetico nel Nord Italia rispondente ai nuovi parametri della Federazione Italiana Gioco Calcio.
Come si ricorderà il campo, inaugurato nel maggio dell’anno scorso e ora utilizzato da più di una decina di formazioni locali, balzò agli onori delle cronache nel periodo natalizio quando esplose la disastrosa situazione del manto erboso dello stadio “Meazza”.
Fu allora che l’assessore allo Sport milanese, Aldo Brandirali, propose di risolvere il problema sostituendo l’attuale manto erboso con un fondo sintetico. E sempre allora il collega di castellanzese Simone Mantovani, gli inviò una missiva esponendo la positiva esperienza dello stadio cittadino. Una nota accolta non solo con favore, ma che portò Brandirali a lanciare il singolare incontro calcistico per testare il fondo.
Detto, fatto. Assessore e consiglieri comunali di Milano sono stati di parola e così sabato 8 febbraio alle 15 scenderanno in campo per verificare di persona. Un test importante per l’impianto castellanzese che potrebbe diventare un esempio da seguire per gli stadi italiani della massima serie.
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