Gherardo Colombo incontra gli studenti dell’Ipsia

Il PM noto alla cronaca per aver fatto parte del pool di mani pulite ha spiegato il concetto di legalità agli studenti

«Il tema può generare insofferenza e noia, ma il concetto di legalità deve essere lo spunto per riflettere su ciascuno di noi». Così ha iniziato, ieri 18 febbraio, l’incontro con gli alunni dell’Ipsia di Busto Arsizio, uno dei pubblici ministeri più famosi d’Italia. Un argomento complesso da spiegare a una platea di adolescenti, più interessati forse ad altre cose, ma che non sono comunque arrivati impreparati al dibattito.
Nonostante le diffidenze iniziali il pm è riuscito a catturare l’attenzione dei ragazzi. Ha portato a favore della sue argomentazioni molti esempi precisando che «una società può essere organizzata fra due estremi, un re con i sudditi, oppure con nessuno padrone di nessuno. La gamma di possibilità è quindi ampia, dalla dittatura allo stato di diritto. Un ruolo positivo e fondamentale lo dovrebbe svolgere la costituzione che ha il compito di indirizzare la società e le persone di cui è composta».
Cita gli articoli della Costituzione italiana che tutelano i diritti e l’uguaglianza. Fa riferimento ad alcune leggi ingiuste come quelle razziali del 1938. « Se ne parla ancora troppo poco, che cosa provereste nell’essere rifiutati, esclusi, additati come diversi» o quelle sull’adulterio, «per una donna commettere adulterio significava rischiare l’arresto, per un uomo si doveva dimostrare che aveva una relazione adulterina, un dettaglio non da poco». Poi per smorzare i toni invita i ragazzi a chiedersi qual è il loro atteggiamento nei confronti della libertà, delle regole e del libero arbitrio? Subito dopo una pausa sono proprio loro a tempestare di domande il docente d’eccezione. Chi controlla i magistrati? E’ lecito farsi giustizia da sé quando né polizia, né magistratura risolvono il nostro problema ? E infine, una domanda di stampo filosofico: aveva ragione Aristotele quando affermò che era meglio il governo delle leggi rispetto a quello degli uomini?
Il pm riannoda insieme le richieste dei ragazzi concludendo il suo intervento focalizzandosi su alcuni punti. «In uno stato di diritto è previsto un sistema di pesi e contrappesi, ovvero una serie di controlli incrociati (Csm, Authority, concorsi anonimi) di cui dobbiamo fidarci; il 95% dei reati (danneggiamenti e furti) resta impunito, ma se speriamo di risolvere i problemi con la giustizia fai da te, non facciamo altro che alimentare la microcriminalità. Non condivido pienamente l’asserzione di Aristotele, le leggi non sono infallibili, così come gli uomini. Comunque vi lascio un compito. In un mondo dove trasgredire è oramai una consuetudine, rispettare le regole sarebbe una gran bella trasgressione – conclude il magistrato tra gli applausi.
Sono soddisfatti gli studenti, ma anche il preside «Con questo progetto cerchiamo di avvicinare i giovani alle istituzioni, fra di loro ci saranno futuri imprenditori, non solo operai specializzati. Renderli consapevoli del sistema –società in cui vivono è un dovere di noi insegnanti».
L’iniziativa si colloca nell’ambito di un progetto di educazione civile che il preside Famoso, coadiuvato dagli insegnanti di lettere, ha predisposto un vero e proprio percorso: lettura e commenti in classe della costituzione italiana e poi la possibilità di conoscere e discutere con alcuni addetti ai lavori. Dopo il magistrato di Milano , gli studenti riceveranno la visita sia di alcuni ufficiali dei carabinieri, sia di un personaggio come Nando Dalla Chiesa.

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Pubblicato il 19 Febbraio 2003
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