Il dialetto? S’impara a Villa Recalcati

Parte alla fine di febbraio il primo corso, voluto dalla Provincia, per scrittori e poeti in lingua locale. Tra i docenti anche Valentina Cortese

I cartelli stradali in dialetto? Folkloristici ma non aggiungono niente alla cultura locale. Meglio, molto meglio, un corso vero e proprio di lingua locale. Parola di Giangiacomo Longoni, assessore al Marketing Territoriale e Identità Culturale della Provincia di Varese.  
Fazzoletto verde d’ordinanza nel taschino, Longoni ha presentato oggi la prima iniziativa di un assessorato tutto nuovo, che ha tra i principi cardine proprio quello di "salvare" l’identità locale. 
Il corso, davvero innovativo, ha un titolo che è tutto un programma: "del buon uso del dialetto". Si tratta di un ciclo di lezioni gratuite con docenti d’eccezione, che prenderà il via il 28 febbraio e terminerà il 4 aprile. Settanta il limite fissato per il numero dei partecipanti (che sono però già di più e quindi potrebbero diventare novanta), iscrizioni entro il 24 febbraio (presso la Provincia di Varese, piazza Libertà 1, 21100 Varese, anche via fax al numero 0332/252.244 o e-mail all’indirizzo:
azilio@provincia.va.it) . 

Il ciclo di lezioni, serali, tutte nella sala convegni di Villa Recalcati, ha lo scopo di offrire a tutte le persone che, per divertimento o altro, si occupano di letteratura in lingua locale veri e propri elementi didattici. E’ particolarmente indicato, quindi, ai  poeti ma anche agli scrittori di testi teatrali, agli insegnanti di lettere che intendono approfondire il tema legato alla produzione di letteratura in lingua milanese e alle persone che vorrebbero scrivere in dialetto testi teatrali, di prosa e di poesia. 
Alla fine del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione. 
I relatori del corso, che è stato ideato da Antonio Zanoletti, sono tutti di "alto livello", qualche nome: Giovanni Raboni, Lamberto Puggelli,  Valentina Cortese, Rosalina Neri, Sandro Bajini, Leda Celani, Carlo Maria Pensa, Franco Loi, Giuseppe Pederiali, Marisa Fabbri. 

«Il nostro obiettivo è quello di rivitalizzare una lingua ma anche autori che hanno contraddistinto la nostra letteratura e che ormai sono scomparsi dai libri di antologia – ha detto ancora l’assessore provinciale -. Per valorizzare ciò che rimane occorre che qualcuno possa scriverne nel modo più corretto possibile. Per anni si è trascurato di farlo…». 
Il corso potrebbe essere il primo di una lunga serie e addirittura anticipare la fondazione di una scuola dedicata allo studio del vernacolo: «Perché Varese diventi la culla della rinascita culturale del dialetto, lo "sdogani" e lo elevi». 

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Pubblicato il 03 Febbraio 2003
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