«È stata un’esperienza terribile»

Alessandro Codato, vittima di un agguato armato in Sudan, tornerà a casa appena lo permetteranno i medici

«È stato terribile, tornerò a casa appena mi dimetteranno». Alessandro Codato è piuttosto deciso. Dopo l’aggressione armata di cui è stato vittima in Sudan, non vuole proseguire, per ora, la propria opera di missionario volontario e tornerà a casa a Tradate tra quattro o cinque settimane, non appena i medici glielo permetteranno.
«Adesso sto bene, ma la paura è stata molta» spiega il 36enne attualmente ricoverato al Nairobi Hospital in Kenia.
Alessandro e padre Elia sono stati ricoverati all’ospedale domenica mattina, dopo l’agguato armato in cui ha perso la vita il ribelle che li accompagnava. «Ho visto padre Elia cercare di trattare con gli uomini armati che ci hanno aggredito, ma questi, dopo averci rapinato, hanno poi aperto il fuoco contro la nostra vettura». Una pallottola ha così rotto un femore ad Alessandro, mentre padre Elia è stato colpito a un braccio. Entrambi sono stati subito operati e attualmente sono fuori pericolo.
«Avevo deciso di passare alcuni mesi come volontario in aiuto di Padre Elia Ciapetti. Era la prima volta che affrontavo un periodo di volontariato così lungo – spiega Alessandro – Avevo fatto altre esperienze qui in Africa, ma tutte di una durata molto più breve». Alessandro e Padre Elia dovranno rimanere in ospedale ancora 4 o 5 settimane. Dopodiché il ragazzo tradatese tornerà a casa.
«Anche se lo abbiamo sentito solo ieri adesso siamo più tranquilli – racconta Luciano Codato, padre del ragazzo – Il morale sembra buono, ma sicuramente è stata una brutta esperienza».

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Pubblicato il 04 Marzo 2003
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