Professione: oratoriano. E la parrocchia fa il salto di qualità
Luca Giancristofaro è l’unico “operatore laico responsabile di oratorio” della provincia di Varese. Ricopre questa carica con successo da quasi cinque anni
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«È impegnativo, faticoso, a volte snervante. Ma le soddisfazioni sono le stesse di quelle di un padre di famiglia». Luca Giancristofaro lavora ormai da 5 anni come Educatore Laico Responsabile dell’Oratorio. La Parrocchia di Tradate, infatti, è l’unica in provincia di Varese ad aver usufruito della possibilità di istituire questa figura a tempo pieno. Figura che sostituisce, di fatto, quella del prete. La figura dell’Educatore Laico esiste soprattutto nelle parrocchie con l’unità pastorale, dove un prete da solo non riesce a gestire contemporaneamente due oratori. Gli educatori laici, come Luca, fanno parte della “cooperativa Aquila e Priscilla” che fa capo alla Diocesi di Milano. La cooperativa compie un’opera di formazione degli operatori laici e poi li destina nelle varie parrocchie che ne fanno richiesta. Il tutto dopo la valutazione della Diocesi. Infatti, il sostegno economico di questi operatori è sì effettuato dalla cooperativa, ma con anche il contributo della Parrocchia. In tutta la Diocesi di Milano gli educatori laici sono circa una quindicina. Luca, che fin dalla suola superiore ha ricoperto il ruolo di educatore volontario all’oratorio di Tradate, è oggi l’unico educatore laico responsabile di oratorio che opera nella provincia di Varese. Niente sabati, niente domeniche. Cinque anni così: cosa ti spinge a proseguire su questa strada? Cosa dice la famiglia di questo lavoro che porta via anche molto tempo? Cosa è cambiato in questi cinque anni? A Tradate, ad esempio, cosa è successo? Non più una figura come quella del prete a guidare l’oratorio. Può anche essere vista come una sorta di apertura? Perché questa figura di “educatore laico” non ha preso anche nelle altre parrocchie della provincia? Quali i prossimi obiettivi, personali e professionali? |
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